Sanità lombarda: aziende sanitarie e ospedaliere, nuove nomine vecchie logiche?

Niguarda Interno

Prendiamo spunto da un breve articolo di Valentino Ballabio sul settimanale milanese di politica e cultura "Arcipelago Milano" per capirne un po' di più sulla sanità del capoluogo e della Lombardia in generale. L'eloquente titolo "Il medico è ok se è lottizzato" - e attenzione, non stiamo parlando solo della nostra regione, vedi il caso del Lazio o di un solo schieramento politico - parte dal presupposto che:


"la Regione deve tornare alle funzioni proprie di programmazione e legislazione, abbandonando la pretesa perversa di gestire nel dettaglio la salute di nove milioni di anime".

Sebbene le USSL - chi se le ricorda? ho ancora il vecchio libretto da qualche parte - si siano trasformate in ASL, in "aziende", il controllo della politica sulla sanità scrive Ballabio "si è tutto concentrato nel livello regionale, perdendo invece il contatto con la realtà locale e territoriale". Ritornano allora le pratiche di lottizzazione che si credevano superate dal nuovo approccio. Utopia pensare a una struttra amministrativa indipendente efficiente responsabile senza servilismi verso un committente istituzionale?

Oppure possiamo dare ascolto al nostro governatore Formigoni e rassicurarci. Le consultazioni che si stanno svolgendo in Regione in questa seconda parte di dicembre, in vista dell'assegnazione delle poltrone di manager per i prossimi anni, hanno la premessa che il metodo "non è e non può non essere alcuna lottizzazione partitica, ma solo ed esclusivamente la meritocrazia" (fonte: "Libero").
E non da ora ma da quasi quindici anni.

Foto | Ospedale Niguarda / Simonetta Viterbi by Flickr

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: