Precari a Milano: l'attacchino dei manifesti del cinema

precari a milano andreaPrecari a Milano, secondo episodio. Un paio di settimane dopo la storia del tracciatore in Fiera, questa volta restiamo nel milieu dei lavoretti con cui spesso ci si riesce ad arrabattare durante gli studi. Ci si fa un gran mazzo, ma ne vale la pena - per tanti motivi, tra cui la remunerazione.

L'attacchino dei manifesti del cinema

Uno dei lavori più faticosi, ma più redditizi che mi sia capitato di fare a Milano per tirare su qualche soldo è l'attacchino di manifesti promozionali dei cinema. In pratica significava alzarsi ogni venerdì mattina verso le 7, per dei mesi, guardare fuori dalla finestra e sapere che, con qualsiasi tempo – dalla pioggia torrenziale di aprile, alla nevischiata ghiacciata di febbraio – sarei dovuto uscire, in groppa alla mia bici, e affrontare circa tre ore di viaggio tra le trafficate vie di Milano per attaccare una cinquantina di poster in altrettanti bar.

Nonostante la fatica di gambe sia innegabile – sono arrivato a stimare il mio giro, da Centrale a Viale Certosa e ritorno, sui 30 chilometri complessivi – e nonostante sia proprio l'affaticamento muscolare il primo nemico numero uno dell'attacchinatore di poster del venerdì mattina, bastano tre o quattro venerdì per fare in modo che, con le gambe allenate e con il giro imparato a memoria, il nemico numero uno diventi lo stress, l'ansia che ti sale allo stomaco il giovedì sera (soprattutto d'inverno) e che ti rende assolutamente certo che il giorno dopo nevicherà, pioverà o, se anche dovesse essere sereno, ci sarà certamente uno sciopero che moltiplicherà le macchine in circolazione.

Eppure non è un brutto lavoro, soprattutto per la fantastica varietà di gente che ti permette di incontrare: dai baristi più simpatici e cordiali che ti offrono il caffè e che ti fanno due battute sul derby della settimana prima, fino alla receptionist dell'hotel a tre stelle che, bellissima ed elegantissima (almeno rispetto a te che sei in giro su una bici, puzzolente e vestito di strati di k-way) ti guarda e ti sorride, fino alle persone più scorbutiche e ignobili che accettano di ospitare il tuo poster soltanto perché sperano in un biglietto gratis del cinema e che, non appena scoprono che quello è anche il tuo sogno irrealizzabile dal primo giorno che hai iniziato quel lavoro, non accettano più di offrirti il consueto metro quadrato di muro.

Foto | Flickr

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