Insieme a Italo Rota alla scoperta del Museo del Novecento all'Arengario di Milano

Bene, vediamo di rilanciare un po' questa serie di quattro video – a mio parere molto utili per prepararsi a una visita non solo virtuale ma "reale", da soli o in qualità di ciceroni per amici in vista, magari – realizzati dal Comune per far conoscere meglio ai cittadini il nuovo Museo del Novecento di Milano. Quaranta minuti insieme all'architetto Italo Rota che ha ideato e realizzato il Museo – aperto a Pasquetta e pure il 1° maggio – all'interno dell'Arengario.

Ve li ripropongo proprio il 25 aprile perché in origine il Palazzo dell'Arengario – "pensato" da Enrico Agostino Griffini, Pier Giulio Magistretti, Giovanni Muzio, Piero Portaluppi e i cui lavori iniziarono ufficialmente il 1° febbraio 1939 – doveva rappresentare la porta d'ingresso razionalista alla nuova Milano che sarebbe dovuta sorgere da piazza Diaz in poi. Oltre a essere un pulpito dove il regime fascista poteva tenere i suoi discorsi ufficiali, naturalmente…

«Siccome morivo di fame con il giolittismo, ho creduto a questo movimento, cioè al fascismo, per il miglioramento delle sorti mie e dell'Italia e in più, quando ho capito che le sorti mie miglioravano, ma quelle dell'Italia andavano a rotoli, sebbene rimanessi iscritto al partito […] mi sono finto ammalato [tanto da non completare i bassorilievi dell'Arengario, n.d.r.]» così scriveva lo scultore Arturo Martini (cfr. M. De Micheli, "L'arte sotto le dittature", Feltrinelli 2000) di cui possiamo ammirare ancora oggi le opere in piazza Duomo.

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