Ciclabili e polemiche, la pista parcheggio di Via Vittor Pisani parte 2



E' tempo di elezioni e si vede. La città cambia sotto i nostri occhi. L'esempio più eclatante è quello delle piste ciclabili, le nuove piste che il Comune ha realizzato un po' ovunque. Qualcuno ricorda quelle lungo la circonvallazione interna, in via Carducci, assurte a simbolo delle nuove ciclabili, concepite con quel pizzico di non-sense italico che ci distingue nel mondo.

Ieri mi sono trovato a pedalare lungo i bastioni di Porta Venezia sulla nuova ciclabile. Fossero tutte così Milano sarebbe davvero a misura di bici con piste divise dalla strada. Quando poi ho imboccato via Vittor Pisani per raggiungere Centrale mi è tornato in mente quel video postato qualche giorno fa e come faceva notare Luca nel suo articolo:

Come non ci sogneremmo mai di lasciare un carretto in mezzo a una strada dovrebbe essere normale non parcheggiare su una corsia riservata alle biciclette, o no?

Risposta prontamente disattesa. In prossimità dei locali VIP (uno si chiama Hollywood Privè, l'altro mi sfugge) una fila di macchina di grossa cilindrata occupava la ciclabile. E infine, dopo aver sorpassato la gincana di macchinoni mi sono ritrovato di fronte allo spettacolo più stupefacente di tutti, l'opera il cui ingegno spazza in un sol colpo tutti i criteri di viabilità intelligente. Una domanda mi sono posto: il marciapiede di Vittor Pisani è davvero largo. Perché non ritagliare sullo spazio pedonale la pista ciclabile? Misteri della fede!




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