Ballottaggio Milano 2011, tutte le (ultime) promesse di Letizia Moratti e la sorpresa di Calderoli

berlusconi moratti ballottaggio milano promesse moratti

È solo lunedì 23 maggio: tra qualche giorno si torna a votare per il ballottaggio. Si voterà domenica 29 e lunedì 30 maggio, gli orari sono gli stessi del primo turno, per cui domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Portatevi un documento di identità valido e la tessera elettorale. Per dubbi rileggete la guida al voto di 02Blog.

Ve lo scrivo perché delle volte vai nei bar e ti trovi davanti gente, magari un po' avanti con gli anni che dice "Ma si può votare ancora? Io pensavo che se votavi la prima volta poi non potevi rivotare". Meglio abbondare con i dettagli, e perdonatemi se ribatto sempre sullo stesso tasto. Ma parliamo delle promesse sentite in questi giorni...

Voglio fare il punto sia sulle ultime promesse - promesse in stile Achille Lauro, ricordate la mezza scarpa prima del voto e l'altra dopo a Napoli? - di Letizia Moratti, sia sulla "sorpresona" promessa da Roberto Calderoli, che diceva addirittura che sarebbe stato qualcosa che ci avrebbe fatto "saltare sulla sedia". Sono tutte chiacchiere.

Torniamo indietro a settimana scorsa: guardiamo le cose da lontano. Dopo la batosta del primo turno il 15 e 16 maggio, Silvio Berlusconi ha atteso qualche giorno per parlare. Venerdì 20, è stato il giorno dell'inondazione: una comunicazione classica, convenzionale, che il Cavaliere utilizza pressoché identica dal 1994 a oggi.

Delle non interviste, dei video promozionali, andati in onda ovunque, tranne su Rai3 e La7. Al centro: i ballottaggi imminenti, a Napoli, ma soprattutto a Milano. Il preludio qual era stato? Una riunione avvenuta giovedì scorso a Roma, cui avevano partecipato lui, Roberto Calderoli, Umberto Bossi e Giulio Tremonti.

Lì, si sarebbe parlato di "ministeri da spostare a Milano", e Berlusconi si sarebbe mostrato possibilista. L'idea che sia quella la sorpresona che ci farà saltare sulla sedia però, mi pare fuorviante. Anche perché non è più questa sorpresa... e sai l'entusiasmo dell'elettorato che non ha votato al primo turno, a vedere qualche ministero decentrato.

Quindi, a fianco della strategia per conquistare qualche voto della Lega, magari con il trofeo del ministero da portare come piatto forte a giugno a Pontida, si è affiancato altro. Se i #morattiquotes erano esilaranti, le #morattipromises lo sono altrettanto. Degne di Achille Lauro, appunto.

La prima in ordine cronologico è stata la proposta di abolire l'ecopass. Una boutade: ma come, nel programma voleva inasprirlo! Come ha fatto l'aria a migliorare da quando hanno stampato il programma a oggi? Perché è di quello che si discute: se l'aria è migliorata oppure no, se possiamo respirare meglio o no.

Luca Sofri bolla i manifesti che propagandano l'abolizione dell'ecopass come pubblicità ingannevole:

Adesso, i casi sono due: o Moratti ha abolito l’ecopass ed è una notizia (sarebbe un’altra ottima ragione per non votarla), oppure non l’ha abolito e questo manifesto mente su un evidente dato di fatto.

Nel primo caso, io domani mi faccio un lungo giro con la macchina nella zona ecopass senza pagare, e a qualunque contestazione rispondo che l’ecopass mi risulta abolito: l’ha detto il sindaco. Nel secondo caso chiedo se esista il reato di pubblicità ingannevole anche per la propaganda elettorale, perché questa lo è, palesemente


Poi è arrivato altro. È arrivata la sanatoria per le multe, non si è ben capito di che si tratti. Una confusione voluta per creare un po' di polvere, perché qui siamo davvero al voto di scambio. In cui, nella remotissima possibilità di un'applicazione del provvedimento pagherebbero comunque i milanesi: tutti però, a fronte del mancato introito, anziché solo i sanzionati.

Una misura impraticabile. Il Sole24Ore spiega perché sono chiacchiere:

Che invece si tratti di una cosa realmente praticabile ce ne sono molti. A Milano si era infatti già parlato di cancellare le sanzioni stradali non riscosse in tempi non sospetti, ma poi a Palazzo Marino si era capito che un semplice provvedimento amministrativo non sarebbe bastato, trattandosi di una voce regolata a livello nazionale. Quindi è difficile pensare che ci sia una norma ad hoc per la sola Milano: o è per tutta Italia, o non è per nessuno. La proposta rimane pertanto piuttosto vaga. Inoltre ci sono diverse interpretazioni sul fatto che si tratti di un regalo gradito a tutti i milanesi. Secondo Equitalia, a Milano l'86% dei cittadini multati paga il suo debito con il Comune; rimane fuori solo un 14 per cento. La maggioranza potrebbe dunque non gradire una sanatoria nei confronti di una minoranza inadempiente. Alla luce di questi dati, il commento a questa possibile iniziativa arriva da Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd. «Se fosse vera la notizia secondo la quale la sorpresa annunciata da Berlusconi e Bossi è una maxi sanatoria sulle contravvenzioni, ci ritroveremmo di fronte ad una vera e propria offesa al civismo dei milanesi»

Quindi per ora siamo a tre: ministeri a Milano per lusingare l'elettorato leghista, addio ecopass, e sanatoria multe. Poi altri provvedimenti minori sul traffico e la viabilità - sì, minori, oltre che annunciati e basta, perché non penso che cambiare qualche orario alle ztl, o non far pagare i residenti i parcheggi sulle righe blu in alcune zone - quando peraltro in alcune già ora non si paga! Sembra una vecchia battuta di Luttazzi, "Votatemi e costruirò la A4! E la chiamerò Autostrada del Sole!" - possa causare un plebiscito per l'attuale sindaco in carica. Il botto deve ancora arrivare per me.

Cosa rimane? Io sono convinto che la carta Tarsu, se la giocheranno. Un'abolizione quinquennale della tassa sulla spazzatura. Poi ci sono i deliri: se sorpresa deve essere, tanto vale pensare in grande. Qui a Blogo si pensava a un'altra mattana: la riapertura di tutti i Navigli, fantascienza certo, ma quella che avete letto finora cosa vi sembra? Realtà? Potrebbero anche fare Milano capitale d'Italia per sei mesi.

Ma se invece abolissero l'Iva per cinque anni a Milano? Seguitemi in questa passeggiata nella science-fiction elettorale...

Immaginate Milano come Livigno: una zona franca, controllata da dogane - e qui entrerebbe una ulteriore lusinga per la Lega Nord - nella quale si possono acquistare prodotti senza che siano gravati dall'imposta sul valore aggiunto. Follia pura dite? Non lo so: ormai non mi stupirei più di niente. Oltretutto, una misura del genere - anche solo chiacchierata, anche solo annunciata - starebbe bene in scia con quanto diceva Letizia Moratti al Teatro Nuovo:

«Milano ora fa concorrenza a Dublino. Con il recepimento della direttiva europea per l’adozione del miglior regime fiscale le imprese finanziarie straniere che scelgono di aprire da noi hanno la tassazione irlandese, la più bassa di tutte. Su questo abbiamo lavorato con il ministro Tremonti e con il presidente di Assogestioni, Domenico Siniscalco». Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, sottolinea come non ci siano soltanto gli effetti a breve termine sul mercato del risparmio gestito: «Vedremo già a settembre che cosa capiterà. Avrà un impatto di più lungo periodo, invece, la decisione di Tremonti di applicare il miglior regime di tassazione per tutti i nuovi investimenti stranieri. C’è un iter di legge da rispettare»

Chissà come la prenderebbero a Livigno, unica zona extradoganale d'Italia.

  • shares
  • Mail
14 commenti Aggiorna
Ordina: