Persino Sallusti scarica Letizia Moratti, ma chi avrebbe votato Fedele Confalonieri?

alessandro sallusti letizia morattiIeri è uscita su Dago - oggi ne parlano su Polisblog - un'intervista in edicola oggi su Vanity Fair, ad Alessandro Sallusti, direttore del Il Giornale, che racconta qualche retroscena interessante sulle elezioni comunali milanesi. Che cosa racconta? Racconta prima di tutto che buona parte del PdL era certo della sconfitta al primo turno di Letizia Moratti. Spiega Sallusti: "Nessuno ha il coraggio di rinfacciare alla Moratti la disfatta, eppure tutti nel partito sapevano che partiva dal 40%: guadagnando un punto e mezzo le è già andata di culo". E poi altro.

Per esempio che si era pensato a un altro candidato. Fedele Confalonieri. Fidel, il fedelissimo di Silvio Berlusconi, avrebbe potuto finire a sfidare Giuliano Pisapia, se ne parlava anche nel 2005 per il dopo-Albertini, finì come sappiamo. Sempre secondo Sallusti, il centro destra ha voluto affidarsi ai poteri (elettoralmente) taumaturgici del Cavaliere, e ne è uscito con le ossa rotte.

Dice Sallusti a proposito della fiacchezza, confermatasi alle urne, di Letizia Moratti:

Nessuno nel partito si era accorto della sua debolezza?
«Certo che sì, e si è pensato alle alternative: Confalonieri era forse la più forte. Ma a Milano non si può far fuori un sindaco che si chiama Moratti».

Con i se e i ma non si fa la storia. Ma vi chiedo, elettorato che ha votato Letiziona al primo turno: avreste preferito Confalonieri?

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