Referendum Milano Sì Muove giugno 2011: il quarto quesito, spiegato per bene

milano sì muove referendum milano3Non c'è tre senza quattro - e non ci sarà quattro senza cinque, domani pubblicheremo il quinto e ultimo quesito - per i referendum "verdi" di indirizzo proposti da Milano Sì Muove. Domenica 12 e lunedì 13 infatti i milanesi voteranno non solo per i quattro referendum abrogativi nazionali - acqua pubblica 1, acqua pubblica 2, nucleare, legittimo impedimento - ma anche per i cinque quesiti ambientali proposti da Cappato, Croci e Fedrighini.

Noi ne abbiamo parlato parecchio nei giorni scorsi, prima con un riassuntone, poi spiegandovi bene il primo quesito, poi il secondo e ieri il terzo. Prima di occuparci del quarto, riepiloghiamo: i referendum di indirizzo di Milano Sì Muove hanno un quorum più basso - al 30% degli aventi diritto - rispetto ai quattro quesiti abrogativi - 50% - per votarli, basta avere compiuto 18 anni, e presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.

E se si raggiunge il quorum per i referendum Milano Sì Muove? Speriamo. A quel punto, a quanto leggo sul sito del Comune di Milano "Qualora la proposta sottoposta a Referendum sia stata approvata, l’Organo Comunale competente si pronuncia con votazione sull’oggetto della consultazione entro 60 giorni". Ricordiamo anche gli orari per il voto: dalle ore 8 alle ore 22 di domenica 12 giugno e dalle ore 7 alle ore 15 di lunedì 13 giugno. E dopo il salto, il quarto quesito di Milano Sì Muove...

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Il quarto quesito di Milano Sì Muove riguarda il risparmio energetico e la riduzione della emissione di gas serra a Milano. Eccone il testo integrale:

“Volete voi che il Comune di Milano adotti il piano per l’energia sostenibile ed il clima che lo impegni negli obiettivi europei di riduzione di almeno il 20% delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra nel dimezzamento delle principali emissioni inquinanti connesse al riscaldamento degli edifici.

All’interno del piano devono essere previsti i seguenti interventi:
1. la conversione entro il 2012 di tutti gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio degli edifici comunali;
2. la conversione degli impianti di riscaldamento domestico alimentati a gasolio fino alla loro completa eliminazione entro il 2015;
3. la previsione della classe energetica di massima efficienza come standard di costruzione per tutti i nuovi edifici e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili;
4. la promozione e la diffusione del teleriscaldamento, utilizzando fonti rinnovabili e tecnologie ad alta efficienza, al fine di raggiungere almeno 750.000 abitanti equivalenti entro il 2015;
5. la concessione di incentivi per la demolizione e ricostruzione (“rottamazione”) degli edifici a maggiore inefficienza energetica e privi di valore storico e architettonico attraverso premi volumetrici?”

Per l’intervento è prevista una spesa massima aggiuntiva pari a 10 milioni di euro all’anno per un triennio da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile, che sarà coperta mediante la parziale dismissione del patrimonio immobiliare comunale tramite lo strumento dei fondi immobiliari già avviato, escludendo gli immobili di pregio storico-monumentale, nonché mediante il coinvolgimento di società che realizzano interventi di efficienza energetica (Esco) e l’attivazione di strumenti di finanziamento in conto terzi”.


In sintesi: si andrebbe a intervenire sulla qualità dell'aria sostituendo le vecchie caldaie a gasolio sia degli edifici comunali - entro il 2012 - sia degli edifici privati - entro il 2015. Inoltre, per gli edifici pubblici di nuova costruzione, si applicherebbe la massima efficienza energetica possibile, promuovendo l'utilizzo di energie rinnovabili per i loro consumi energetici.

Ultimi due punti, l'obiettivo di 750mila abitanti raggiunti dal teleriscaldamento entro il 2015 - quindi in tempo per l'Expo - e gli incentivi "rottamazione" per chi abbatte edifici non di valore storico e architettonico a bassa efficienza energetica. Come per gli altri quesiti, non vedo nulla di strano: è strano forse che si debba fare un referendum per sostenerle, tesi del genere.

Mettendomi sempre nei panni dell'avvocato del diavolo penso a una categoria che non dovrebbe fare salti di gioia nel caso dell'approvazione definitiva di questo referendum di indirizzo: i grossisti di gasolio. Buone nuove invece per altre categorie professionali, penso agli installatori di caldaie a gas e per molte imprese edili milanesi, visti i "premi" volumetrici previsti nel punto cinque, dove si spiega degli incentivi alla "rottamazione" dei vecchi edifici poco efficienti dal punto di vista energetico.

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