Campi Rom fra intolleranza e futuro

Campo RomL'argomento è di stretta attualità, mentre in tutta europa dopo l'apertura delle frontiere verso est dell'unione, ci si attrezza all'invasione dei rumeni in roulotte, Milano si scontra con un problema già abbastanza grande, per essere incrementato da nuovi, già annunciati, arrivi.

La milano multietnica e multiculturale, capitale del melting-pot italiano, nel 2006, non sembra ancora essere pronta ai Rom e, mentre ad Opera qualche fanatico dà fuoco al terreno che dovrebbe vedere la nascita di un nuovo campo di accoglienza, sono molte le voci che si alzano fra i concittadini per denunciare una situazione che, secondo alcune fonti, conta ormai ottanta campi solo nel territorio comunale ed è perciò difficilmente estendibile.

Il problema è spinoso e pericolosamente incline a sfociare in discorsi di stampo razzista ma, ciò che il palazzo sente come l'ennesimo argomento su cui distribuire poteri fra comune e provincia, molti milanesi lo vivono con preoccupazione, per paura di un incremento della microcriminalità e, sicuramente, anche per il deprezzamento del valore delle case che saranno nelle vicinanze dei campi, presenti o futuri.

Infatti, se tutti sono d'accordo riguardo il pericolo dell'ingovernabilità dei campi che, sempre più spesso, sono lasciati crescere senza controllo e diventano dei centri di organizzazione e controllo delle attività illecite, nessuno propone dei grandi stravolgimenti e, pensiero comune, è quello di voler condividere "il problema" con i comuni limitrofi.

E' interessante osservare come una delle etnie da più tempo presente in Italia e maggiormente vicina alla nostra cultura, sopratutto dal punto di vista relioso, sia una volta ancora al centro dei problemi di integrazione e ordine pubblico.

Lo splendido disegno è di dem666

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