I quartieri di Milano: cosa fare a Porta Nuova - Corso Como

Il nuovo centro dell'innovazione milanese, tra grattacieli e boschi verticali, e i locali chic di Corso Como.

464762542_594_screen

La Manhattan milanese è finalmente una realtà: il quartiere di Porta Nuova è stato quasi completamente ultimato e ha rivoluzionato lo skyline della città, conferendogli un respiro davvero europeo che, in effetti, mancava. Come sempre, non sono mancate le critiche a una delle più colossali operazioni urbanistiche che ci si ricordi, resta il fatto che il risultato complessivo dà veramente l'idea di quel distretto dell'innovazione che era stato immaginato fin dall'inizio, grazie anche all'arrivo delle sedi italiane di Google, Samsung e altri colossi della tecnologia.


E così, anche a Milano si potrà girare con il naso all'insù, perdendosi tra i grattacieli di piazza Gae Aulenti e dintorni, tra cui svetta la torre più alta di Milano, la Unicredit, con un'altezza di 231 metri raggiunta però grazie a un'enorme pennone che fa sì che il suo primato sia conteso dagli altri grattacieli che altrove, nel nuovo quartiere di CityLife, stanno prendendo vita. Non passa inosservato neanche il Diamantone, verso viale Melchiorre Gioia, 140 metri e 32 piani. E sicuramente non si può non notare il Bosco Verticale: due torri da 112 e 80 metri, da 24 e 17 piani rispettivamente; 800 alberi e 19 mila essenze. Un'area calpestabile da 31.500 m² e cinque anni di tempo per portarlo a termine (quasi un record positivo, considerando qualche inciampo lungo la strada e i tempi biblici di solito necessari per portare a termine progetti di questo genere).

IMG_1200-620x465

Tutti questi grattacieli e torri di nuovissima concezione si distinguono ancor di più viste le strade che stanno ai due lati di Porta Nuova e piazza Gae Aulenti. Da una parte il quartiere Isola, con le sue stradine strette e le sue case stile vecchia Milano, un quartiere che è stato profondamente modificato da questi radicali cambiamenti; dall'altra Corso Como, una delle vie più caratteristiche di Milano diventata da lungo tempo centro della movida più chic (o che si vuole pensare tale, visto che il vero lusso si trova un po' più in là, tra corso Garibaldi e zona Brera).

Milano_skyline_02

Celebri discoteche come l'Hollywood o l'Executive Lounge di via Toqueville (dove si trovano anche il Toqueville, ovviamente, e l'11 Clubroom, consigliato soprattutto per aperitivi e pre-discoteca). Ma sono una marea i locali che punteggiano la via e hanno disseminato tavoli e sedie per l'aperitivo lungo tutto il corso (che in verità, più che un corso, è una piccola stradina). Sopravvive qualche angolo di una Milano davvero sofisticata che resiste anche in mezzo alla fauna che caratterizza questa parte della città. È il caso di Corso Como 10, cortile all'interno di una casa di ringhiera dove la gallerista Carla Sozzani ha dato vita a uno spazio multifunzionale che comprende una galleria d'arte, un cafè-restaurant immerso nel verde, l’albergo 3Rooms Hotel e un bookshop con libri d’arte, fotografia, grafica, design, moda, architettura e una selezione di cd. C'è anche il primo negozio soprannominato concept store, dedicato ad abbigliamento e accessori molto ricercati.

Milano_Corso_Como_vista

In piazza XXIV maggio, dove un tempo c'era il Teatro Smeraldo, è sorto oggi Eataly, il megaspazio dedicato alla gastronomia di qualità ideato da Oscar Farinetti. Ma per chi avesse più semplicemente voglia di un gelato, basta tornare rapidamente in piazza Gae Aulenti, dove tra i tanti negozi che stanno sorgendo dedicati alle marche più note (i più sofisticati, come Louboutin, sono nella vicinissima via Vincenzo Capelli) trovate anche Grom, la catena di gelaterie artigianali davanti alle quali c'è l'immancabile coda.

Da qui, potete rapidamente spostarvi e continuare lo shopping in Corso Garibaldi, che collega Corso Como e Moscova con Brera. Due soli esempi dei negozi che popolano questa elegantissima via: Asap al civico 104 - laboratorio dedicato alla ricerca che vende prodotti realizzati a mano per salvaguardare il patrimonio delle abilità artigianali e con lo scopo di garantire una filiera produttiva corta - e Don Quijote, al civico 53, che vende stivali artigianali fatti a mano da oltre vent'anni.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: