Elezioni comunali Milano 2016: Ada De Cesaris e Cristina Tajani alla prova delle primarie?

In vista del voto della prossima primavera inizia a intravedersi qualche possibile candidatura al femminile.

elezioni comunali milano 2016

Si sono un po' spenti i riflettori sulle elezioni comunali di Milano del prossimo anno. Per varie ragioni: un po' perché l'attesa al momento è tutta sulle elezioni regionali di fine mese, un po' perché è stata ormai smaltita la decisione di Giuliano Pisapia di rinunciare alla corsa per un secondo mandato (a meno di ripensamenti), un po' perché, alla fine, manca ancora più di un anno. E però, sotto traccia, continuano a vedersi un bel po' di movimenti che fanno capire come dietro la quiete apparente stiano invece andando in scena le grandi manovre.

I possibili candidati, già oggi sono tanti, quello che però manca è senza ombra di dubbio qualche volto femminile. Ma stando alle ultime indiscrezioni anche questo è un aspetto che potrebbe cambiare a breve. Per le primarie, che si dovrebbero tenere a novembre, inizia infatti a circolare il nome di Ada De Cesaris. Vicesindaco attuale, soprattutto fidatissima di Pisapia, sarebbe una sorta di garanzia di continuità con il lavoro svolto finora. Un aspetto non da poco, se si conta quanto la città sembri alle prese con la precoce nostalgia del sindaco.

Il secondo nome al femminile è quello di Cristina Tajani. Nome forse meno noto di quello del vicesindaco, è però assessore al Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca del Comune di Milano. Un ruolo cruciale, quindi, che l'ha portata più e più volte in prima linea. Non ci sono particolari indizi che anche lei abbia intenzione di candidarsi, ma certo non è passato inosservato quella sorta di manifesto da lei pubblicato su Gli Stati Generali e intitolato Così Milano è tornata a essere la Città che Sale. E in alcuni passaggi sembrava proprio una dichiarazione d'intenti:

E’ “La città che sale” la vera protagonista di questa primavere milanese 2015 in cui sembrano sbocciare tutti insieme gli spazi di iniziativa civile ed economica che l’amministrazione Pisapia ha contribuito a “liberare” chiudendo un ciclo politico, e probabilmente economico, ventennale. Non solamente una città di servizi o di nuovi progetti di urbanizzazione, ma una città capace anche del ri-uso, nuovamente e diversamente manifatturiera, in cui anche la distribuzione delle merci e dei prodotti (alimentari e non) sta cambiando mettendo in crisi il sistema della grande distribuzione, enfatizzando i processi di customizzazione dei prodotti, riproponendo un settore agroalimentare tecnologicamente avanzato come possibile sbocco lavorativo per i giovani.

Si vedrà se poi qualche candidatura al femminile effettivamente spunterà. Di certo le grandi manovre tra gli assessori di Pisapia - va aggiunto anche il quasi certo candidato Majorino - fanno capire come ci sia una grande voglia di non lasciare a metà il lavoro - a base di sharing, smart, riqualificazione, riscoperte - cominciato dal primo cittadino.

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