Dopo Expo: che cosa ci sarà nell'area di Rho Pero?

Un campus universitario, uffici finanziari, una cittadella sportiva e altri progetti allo studio.

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Per una volta, forse, si sta iniziando a ragionare con un po' di lungimiranza. Nel tentativo di non arrivare alla fine di Expo 2015 senza una minima idea di cosa fare in quella sterminata area che oggi ospita i padiglioni. D'altra parte, il tema è cruciale: il rischio di ritrovarsi alle prese con un milione di metri quadri (o giù di lì) di macerie è molto elevato. La riunione dei soci di Arexpo che c'è stata ieri, almeno, ha avuto la funzione di farci capire quali sono i tempi programmati (che poi vengano rispettati è tutto un altro discorso).

Si parla di due anni tra la fine dell'esposizione universale e l'inaugurazione di qualunque cosa sorgerà da quelle parti. Si parla anche di investimenti per oltre un miliardo e di ben 25 candidature di soggetti o gruppi intenzionati a porre su Rho Pero le basi del loro futuro. Tra una settimana verrano inviate le lettere di invito ai soggetti più promettenti, che a loro volta avranno una settimana di tempo per far arrivare le offerte economiche; a novembre dovrebbe saltare fuori il progetto definitivo in modo da mettersi subito al lavoro.

Ok, questo il cronoprogramma. Ma per il resto, che cosa ci sarà nell'area dove oggi sorge Rho Pero? Il progetto che piace di più a tutti è quello del campus universitario della Statale di Milano. Questa idea piace un po' a tutti. Perché un campus è ovviamente compatibile con la norma che vuole che il 54% di quell'area sia destinato al verde; perché le mille sedi distaccate dell'università sono un aspetto della Statale che non piace a nessuno; perché la soluzione è compatibile anche con l'altro progetto della Silicon Valley italiana. Anzi, le due cose assieme sarebbero perfette: da una parte la formazione, dall'altre le start up tecnologiche.

Fin qui siamo fin troppo immersi in un libro dei sogni. Ci sono difficoltà di stampo economico e altri soggetti che, forse, da un punto di vista finanziario sarebbero in grado di garantire maggiormente l'esborso necessario. E però, tra il campus universitario e il "trasferimento di uffici finanziari" o la nascita di "una nuova sede della Rai" noi sapremmo immediatamente quale scegliere.

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