I nuovi referendum su Milano

Quattro quesiti su Area C, verde pubblico, Navigli e social housing che irromperanno nella campagna elettorale per le comunali 2016.

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Così come nel 2011 i referendum di Milano si muove erano stati protagonisti della campagna elettorale, altrettanto dovrebbe avvenire in vista delle elezioni comunali di Milano del 2016, visto che i promotori del referendum non solo torneranno alla carica (qualche successo l'hanno ottenuto, ma non certo su tutta la linea) ma approfitteranno anche della modifica allo statuto del Comune che ha introdotto la versione propositiva del referendum, laddove prima era solo consultiva.

Vale a dire che se i referendum riceveranno il placet dei garanti, raccoglieranno nei prossimi mesi 15mila firme e verranno approvati durante le elezioni, allora la giunta dovrà impegnarsi a rispettare quanto deciso dai cittadini. Ok, ma di che si tratta? Innanzitutto va detto che i quesiti referendari riguardano quattro ambiti diversi: Area C, social housing, Navigli e verde pubblico.

Per quanto riguarda l'Area C l'obiettivo è di allargare la ZTL, che arrivi fino alla circonvallazione, dove peraltro dovrebbe venir creata una circleline ferroviaria che vada a sostituire la 90-91, si parla anche della nascita della linea 6 della metropolitana. In più, si chiede lo stop alla circolazione dei mezzi diesel e nuove piste ciclabili. All'interno di questo quesito dovrebbe esserci anche la richiesta di raddoppiare gli alberi e di aumentare il verde pubblico.

Gli altri quesiti riguarderanno la riapertura dei Navigli, sulla quale comunque si sta lavorando da tempo (ma è dura) e la creazione di 25mila nuovi alloggi in edilizia sociale senza consumo di suolo, ricavati da uffici sfitti (tutti i dettagli, comunque, li potete trovare qui). Ma quanto verrebbe a costare tutto questo? Si parla di due miliardi di euro, una gran bella somma; ma i referendari hanno anche qualche idea sulla copertura, in primis vendendo - tramite azionariato diffuso - alcune delle principali società partecipate dal comune. L'orizzonte temporale, invece, è il 2020.

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