Immigrati sulla torre di piazzale Selinunte, torna la protesta in alta quota

Tutto è cominciato a novembre dello scorso anno con la protesta degli immigrati di Brescia, rimasti sulla gru per 17 giorni per rivendicare i propri diritti. Poi - dopo pochissimo - fu la volta di via Imbonati, a Milano, dove 3 immigrati (di cui 2 clandestini) rimasero per quasi un mese sulla torre dell'ex Carlo Erba. Stavolta è il turno di piazzale Selinunte, ancora a Milano.

Un marocchino e un egiziano (entrambi senza permesso di soggiorno) da sabato 10 settembre trascorrono le loro notti sulla torre termica di piazzale Selinunte, zona San Siro. La protesta è contro la cosiddetta "sanatoria truffa" e contro lo sfruttamento dei clandestini come forza lavoro sottopagata e sfruttata.

A sostenere la protesta dei due, un presidio permanente, organizzato ai piedi della torre con tanto di tende e cucina. I membri delle associazioni che si sono raccolte attorno al comitato "immigrati milano" - e che mantengono viva l'attenzione sull'azione intrapresa dai due - si ritrovano ogni sera in assemblea, dove decidono strategie di lotta e di comunicazione.

I due stanno bene, mangiano regolarmente e dormono un buon numero di ore. E si dicono anche fermamente convinti a proseguire con la loro protesta a oltranza. In loro solidarietà sono arrivate anche le parole di alcune istituzioni locali, come il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, l'assessore al lavoro Cristina Tajani e quello al welfare Pierfrancesco Majorino. Resta forte il dubbio però sui risultati che potranno ottenere. L'anno scorso infatti sia a Brescia che a Milano la vicenda non ha avuto un lieto fine per i manifestanti.

Voi cosa ne pensate? È un metodo di lotta che darà i suoi frutti, oppure risulterà essere un boomerang anche stavolta?

Foto | Comitato immigrati Milano

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