#FoodPeople: la mostra per chi ha fame d'innovazione al Museo della Scienza e della Tecnologia

Come sono cambiate le nostra abitudini gastronomiche negli ultimi 150 anni? Una grande mostra ripercorre i menù italiani nella storia.

Due percorsi, uno dedicato al passato - che ripercorre i menù italiani degli ultimi 150 anni e le principali innovazioni scientifico-tecnologiche che hanno attraversato il settore agroalimentare - e uno dedicato al futuro, per confrontarsi su scenari e prospettive che riguardano il mondo del cibo a partire da domande comuni che esperti da diversi settori ci aiutano a mettere a fuoco.

Come hanno cambiato le nostre abitudini innovazioni come il frigorifero, la cucina a gas, i prodotti surgelati? E cosa succederà domani? Sono questi i temi di cui si occupa #FoodPeople, la mostra per chi ha fame d'innovazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di via San Vittore, 21. Oltre 700 metri quadrati in cui guardare con occhi diversi oggetti e tecnologie che fanno ormai parte del nostro quotidiano.

Riscoprire come le invenzioni del passato hanno radicalmente trasformato il nostro modo di nutrirci - scoprendo il passaggio da lavorazione manuale a meccanica in compagnia di una tortellinatrice, osservando da vicino le scoperte di Louis Pasteur, toccando con mano cosa succede quando il lievito fermenta - e poi gettare uno sguardo sul futuro e mettersi alla prova nei tre laboratori dedicati a Genetica, Biotecnologia e Alimentazione.

Ma le innovazioni tecnologiche legate al mondo del cibo non vanno certamente indietro "solo" di 150 anni. Anzi, si può arrivare fino a Leonardo Da Vinci, che nel 1492, a metà del suo soggiorno milanese, inventò la prima macchina del freddo. La spiegazione teorica di Leonardo si fonda su un semplice paragone, ovvero sulla similitudine tra il “sommo caldo”, prodotto dai “razzi” di uno specchio concavo che si concentrano in un punto e il “sommo freddo”, prodotto dai soffi di molti mantici, ovvero dei molti beccucci di un grande mantice, concentrati verso un unico punto: un contenitore da refrigerare.

Leonardo, probabilmente, non è mai riuscito a produrre davvero una macchina del genere, ma il suo progetto dimostra come già all'epoca si sentisse la necessità di raffreddare bevande e magari anche sorbetti e dolci freddi, oltre che per prolungare la durata del ghiaccio da introdurre nei rinfrescatoi sulle mense e nei banchetti. Non è un caso, come detto, che Leonardo progetta la sua macchina del freddo quando si trova nella Milano degli Sforza e organizza feste di corte.

D'altra parte poco dopo il Rinascimento si trovavano già anche le primissime forme di gelato: è a Firenze nel 1559 in occasione del banchetto inaugurale della fortezza del Belvedere che lo scienziato architetto ed alchimista Bernardo Buontalenti realizzando una crema fredda a base di latte, miele, tuorlo d’uovo e un tocco di vino, pone le basi del gelato moderno, che prevede l’utilizzo di ingredienti di materie grasse (come latte e uova) che donano al gelato la caratteristica struttura cremosa.

Gelato, freddo e i geni fiorentini. Non stupisce quindi che sia stato proprio un partner importante della mostra come Sammontana - azienda fondata nel 1946 a Empoli - ad aver promosso la realizzazione della Macchina del freddo di Leonardo, perfetta testimonianza del collegamento tra alimentazione, scienza e arte. La Macchina del Freddo sarà esposta in anteprima mondiale proprio al Museo della Scienza e della Tecnologia presso la Galleria Leonardo.

  • shares
  • Mail