Se i giovani milanesi emigrano all'estero in cerca di un futuro migliore


Il futuro non è più quello di una volta, anche a Milano, come ebbe a dire Ivan, poeta di strada. La notizia che i giovani italiani, disillusi da una situazione economica e sociale allo sbando, emigrino in cerca di fortuna in altri paesi non è una novità, se ne parla da tempo. La notizia sconfortante è che anche nella città più produttiva d'Italia non si fa eccezione: l'esodo dei giovani milanesi all'estero con la speranza di un futuro migliore è un fenomeno in crescita. Un articolo di Repubblica sforna dati impietosi:

l’esodo dei milanesi statisticamente definiti «persi» è in costante aumento. Un boom di cittadini in fuga a caccia di opportunità che Milano offre col contagocce. Le cifre, eloquenti, dicono che la “colonia” ha superato quota 60mila nel 2011, crescendo del 134 per cento negli ultimi dieci anni. Un incremento che nella fascia d’età 23-35 anni supera il 180 per cento: da 2.897 a 8.138 unità. Fra questi, laureati in cerca di meritocrazia, aspiranti imprenditori, ma anche tanti ragazzi respinti dal mercato del lavoro interno.

Sono i numeri dell’Aire, l’anagrafe dei milanesi residenti all’estero: chi si iscrive certifica di essere andato via dall’Italia ma può continuare a votare. La stima è peraltro parziale, perché non conta i cittadini che abbandonano la città senza comunicarlo. I primi a fare le valigie sono i neolaureati, ma anche i ricercatori universitari. Si formano a Milano, poi fuggono. Ma per esperienza personale ci metto anche le persone che perdono il lavoro a 35-40 anni e non riescano a rientrare nel mondo del lavoro, seppur qualificati. Vogliamo sentire la vostra: avete mai pensato di abbandonare Milano e tentare la fortuna all'estero?

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