Chi è Pierfrancesco Majorino, candidato sindaco alle primarie del Pd di Milano

Biografia e curriculum vitae di Pierfrancesco Majorino, candidato alle primarie del Pd per il sindaco di Milano.

Pierfrancesco Majorino è stato il primo, assieme a Emanuele Fiano, a scendere in campo in vista delle primarie del Pd di Milano che decideranno dei vari candidati sindaco alle elezioni comunali del 2016. Ma chi è Piefrancesco Majorino? Esponente del Partito Democratico e assessore al Welfare nella giunta Pisapia, il suo è uno dei nomi che più sono circolati in questi anni. Del suo lavoro, ha parlato con Rivista Studio:

«Per forza di cose, lavoro molto al di fuori della cerchia dei Navigli», dice, «non è affatto vero che la sinistra abbia tralasciato le periferie». Cita il rinnovamento urbanistico e i nuovi spazi verdi a Rogoredo, il quartiere intorno alla stazione dei treni «che sembrava una cattedrale del deserto ma oggi è una bella zona» e la nuova piazzetta Capuana di Quarto Oggiaro, il cui nome tra i milanesi è utilizzato come sinonimo di periferia disagiata: «Dove c’era il deserto, ora c’è uno spazio»

La sua candidatura ha appena incassato l'appoggio di Sel, e nonostante la rottura che, a livello nazionale e non solo, è in corso tra il partito guidato da Nichi Vendola e quello guidato da Matteo Renzi, la cosa non deve stupire. Al di là del fatto che Majorino non è certo un ortodosso esponente del Pd renziano, è anche vero che la sua candidatura, oggi come oggi, è quella che si pone maggiormente in continuità con i cinque anni a guida Pisapia. Insomma, l'eredità del movimento arancione che portò alla vittoria del candidato indipendente di Sel oggi poggia sulle sue spalle. E questa, al momento, sembra essere la sua forza principale: farsi portavoce di chi desidera vedere la città governata in continuità con quanto si è visto fino a oggi.

«In realtà serve un giusto mix tra continuità e cambiamento», mette le mani avanti Majorino. Se mai dovesse divenire sindaco, dice, «il sapore politico di fondo resterà lo stesso ma ci saranno problemi da affrontare di petto, a cominciare dalle case popolari: non è possibile che a Milano ci siano migliaia di alloggi pubblici sfitti, tra quelli dell’Aler e quelli di competenza del comune».

42 anni interamente trascorsi nella sinistra milanese, dall'età di 14 iscritto alla Federazione Giovani Comunisti Italiani, tra i fondatori del sindacato giovanile Unione degli Studenti di cui è stato anche il primo presidente. Al di là della politica, è anche lui (come molti altri politici di sinistra) un romanziere. Tra i suoi titoli, spessi ambientati nelle periferie milanesi, Maledetto amore mio (Laurana Editore 2014), L’eterno giovedì (Dalai 2007) e Dopo i lampi vengono gli abeti (Pequod 2005).

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