Intervista: Bruno Pellegrino e "Così era Milano"

Navigando su una Milano mai vista

Così era Milano, e così in parte ancora è per Bruno Pellegrino, medico napoletano classe 1936, da oltre 40 anni milanesizzato e da tempo “meneghinologo”. Dopo una vita trascorsa ad ammirare la città della Madonnina e dopo 6-7 anni di ricerche e classificazioni, Bruno – ama farsi dare del tu e dire che la classe è quella di suo padre, lui è giovanissimo - ha realizzato un indice analitico “più lungo della Treccani”; una guida su una Milano segreta ricca solo dei nomi dei monumenti meno conosciuti della nostra città.

Ne ha fatto un libro che presenterà al Circolo Filologico di via Clerici, 10 con ingresso libero, sabato 8 ottobre alle ore 16. Si tratta di un volume diviso in 6 ricco di oltre 100 immagini della Milano di ieri e di oggi, che si propone come una passeggiata lungo le strade e stradine, i vicoli e le piazze di una città sotterranea rispetto a quella che siamo abituati a vivere, una passeggiata che ha inizio dalle tradizionali sei “Porte” o sestieri del centro storico.

Ho chiamato Bruno e gli ho fatto qualche domanda, trovate tutta l'intervista dopo il salto.

Navigando su una Milano mai vista
01-Il ponte di Porta Vercellina, Achille Beltrame
Così era Milano, Bruno Pellegrino
Piazza dei mercanti

Bruno, puoi spiegarci chi è un "meneghinologo"?


Uno che è un cultore appassionato della nostra città, precisando che - come diceva Montanelli - milanesi non si nasce: lo si diventa

Sei in buona compagnia, o ti senti un po' una mosca bianca nell'indifferenza di chi ritiene Milano una sterile città, solo proiettata verso il futuro?

Siamo in pochi perché Milano le bellezze non te le "sbatte" in faccia - come Venezia, Roma, Firenze ..., ma te le devi andare a cercare. Come una donna che all'inizio non ti dice niente; poi, "però è simpatica"; poi "Ha un bel sorriso"; poi è bella, bellissima, ma solo per te

Come è nata la tua idea di raccogliere 6 volumi per sei porte della città di Milano?

Un giorno di trent'anni fa, di ferragosto, quando la città si svuota, mi trovai in via Lanzone, all'altezza della chiesa di S. Agostino. e mi parve d'essere piombato nella Milano secentesca (là, infatti, un balconcino con parapetto in ferro battuto del primo Seicento -n.32- pure del '600 il portalone che dà adito al vicoletto che muore alla base del campanile dei Monaci e subito a destra appare l'ingresso laterale della basilca di S. Ambrogio. Addirittura, Milano pareva aver riacquistato i suoi silenzi medievali. Quasi abolito il confine tra passato e presente. E così mi misi in viaggio per cercare di ricostruire il suo volto antico, descrivendo quanto per scorci d'arte e memorie storiche era rimasto e rievcando quanto era scomparso

Da medico, cosa della nostra città ti è piaciuto particolarmente andare a scandagliare, analizzare nei dettagli?

Tutto ciò che non era mai stato segnalato. In via Brera, ad es., accanto al Giamaica sporge dal muro d'entrambi i lati della via uno stemma marmoreo con sopra inciso: P. F.. Dopo che ci sarai andata, ti svelerò il significato, e allora saremo in due a saperlo.

Da napoletano: faresti questo lavoro anche nella tua città di origine?

No, perché c'è poco da scoprire: è tutto in evidenza come una bella donna

All'età di 75 anni pubblichi sei volumi su Milano: c'è ancora un luogo che riesce a stupirti?

Tanti, e ogni volta. Vai nell'ultima cappella di sinistra di S. Pietro In Gessato: troverai la pietra tombale di Ambrogio Grifo, protonotaro presso gli Sforza, dove il defunto è scolpito, disteso, e ha nel volto la calma impassibilità della morte come la ritrasse Benedetto Briosco sul finire del '400. (E la gente seguita a recarsi a vedere la Pietà Rondanini).

E quello che ritieni il più prezioso e segreto?

Il chiostro di S. Maria Maddalena al Circo, al n. 7di via Cappuccio

E quello da recuperare?

La cappella ottagonale della Madonna dell'Aiuto che stava sul fianco esterno della chiesa di S. Maria della Porta, ed ora ridotta ad un brandello di muro per le bonbe del 1943: alla base, coperta da uno schermo di legno, la lunetta con, frescata, la miracolosa Madonnna dei Miracoli che a 70 anni dalla guerra i milanesi non hanno ancora ricostruito.

Credi che questo lavoro possa un giorno approdare anche online, o che la tua vena nostalgica sia meglio affidata alle pagine di una buona vecchia pubblicazione cartacea?

Non lo so. So che se va via la luce...l'infinito di Leopardi; se perdi il libro, te ne procuri un altro.

Infine: sopravvive e dove esiste ancora una Milano intatta e come non l'abbiamo ancora vista?

Sì, per chi la sa vedere. Vicolo S. Caterina e la scala a chiocciola (cinquecentesca del n. 5, di 55 gradini), ignota a tutti fuorché a noi due .

I 6 tomi sulle Porte di Milano sono PORTA VERCELLINA (P. Magenta), PORTA TICINESE (P. Genova e P. Ticinese), PORTA ROMANA, (P. Ludovica, P. Vigentina e P. Romana), PORTA ORIENTALE (P. Vittoria, P. Monforte e P. Venezia), PORTA NUOVA (P. Nuova), PORTA COMASINA (P. Garibaldi e P. Volta), con l’importante Indice analitico dell'opera.

Per chi fosse interessanto, oltre alla presentazione di sabato, potrà trovarli fino a Natale sono "in promozione" nella principali librerie milanesi, in abbinamento ai calendari EL MILANES e EL PISCININ 2012 che festeggiano i loro 35 anni di età.

Così era Milano
di Bruno Pellegrino
Calendario + volume a soli euro 7,90


Il Naviglio di via Senato (1875), Filippo Carcano
Corso di Porta Romana nel 1840, Louis Cherbuin
Porta Ticinese, vista dall’esterno, </strong/>nel 1857, Pompeo Calvi

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