I ragazzi del Beccaria al lavoro per ripulire i cimiteri milanesi

Giovani carcerati al lavoro nei cimiteri. Detta così, sembra quasi una seconda punizione, una pena aggiuntiva alla già gravosa privazione della libertà per i detenuti minorenni del carcere Cesare Beccaria. E invece se osservata con la lente di ingrandimento, ci si rende conto che questa iniziativa (che si chiama "giovani e lavoro" e che è promossa dal Comune, da Amsa e dall'associazione Kayros) ha un valore importante, sia sul piano riabilitativo che su quello preventivo ed educativo. Il rispetto degli orari, il lavoro di gruppo, il mantenere la parola data, l'acquisizione di regole, l'assunzione di responsabilità: tutti elementi che portano alla crescita e alla maturazione dei ragazzi.

Dal 14 giugno, alcuni giovani tra i 18 e i 21 anni aiutano l'amsa nelle mansioni di pulizia dei cimiteri milanesi di Baggio, Bruzzano, Chiaravalle, Greco e Lambrate. Hanno regolari contratti a progetto della durata di un anno e lavorano tutti i giorni dalle 7 alle 13 per un compenso mensile che si aggira tra i 900 e i mille euro. "Il lavoro è una chiave fondamentale per il recupero di questi ragazzi problematici - ha detto don Claudio Burgio cappellano del carcere minorile Beccaria e autore del libro che vedete nell'immagine, nonché braccio destro di don Gino Rigoldi -. È con il lavoro e con corsi di formazione e di istruzione che possiamo davvero reintegrarli nella società. Al momento sono in 7 a svolgere questo lavoro per Amsa, di cui 5 sono di Milano. E' una grande opportunità e spero ne sorgano altre, perché è un modo per fargli ottenere un guadagno onesto e ricostruire una rete sociale. Hanno bisogno di una normalità di vita, e stare in carcere senza far nulla di sicuro non li aiuta. Tra l'altro abbiamo avuto buoni riscontri di lavoro, quindi è anche una gratificazione per loro".

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