Incendio al centro sportivo Iseo, l'ombra della 'ndrangheta



Non ci sono intossicati né feriti, ma c'è l'ombra della 'ndrangheta nell'incendio di sabato al centro sportivo Iseo, ad Affori. La gestione del palazzetto era recentemente passata a Milanosport, società controllata dal Comune di Milano, dopo che il prefetto aveva revocato la precedente concessione a causa di infiltrazioni mafiose nella società che gestiva l'impianto. L'Iseo era infatti finito nell'inchiesta del procuratore Ilda Boccassini sulla presenza della 'ndrangheta a Milano nei locali vip. "Il Comune di Milano - senza averne consapevolezza - finanzia il gruppo Flachi e ne sostiene le iniziative economiche", aveva scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare per 35 persone.

Sabato, quando le fiamme hanno cominciato a divorare i muri del palazzetto, tutti hanno avuto subito un brutto presentimento. E quando si è scoperto che la natura dell'incendio era dolosa, i sospetti si sono aggravati. Al punto che lo stesso sindaco Giuliano Pisapia è intervenuto sula vicenda: ''Un pessimo segnale che mi preoccupa e che deve preoccupare tutti - ha detto Pisapia - Il fatto che in pieno giorno sia accaduto un episodio così grave non può che far riflettere sulla necessità di tenere altissimo il livello di attenzione su tutto ciò che può riguardare la presenza criminale a Milano. Su questo fronte l'impegno della mia amministrazione è assoluto, un impegno che, sono certo, è condiviso da tutta la città e da tutte le altre istituzioni''.

Foto | Gabriele Luigi Abbiati

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