Piccola storia di Eugenio Montale a Milano

eugenio montale milanoTrent'anni senza Eugenio Montale a Milano: morì il 12 settembre 1981 - su Booksblog un mesetto fa è uscito questo per ricordarlo - oggi invece Montale compirebbe gli anni, essendo nato il 12 ottobre 1896, 115 anni fa. Facciamo una piccola panoramica su Montale a Milano, visto che uno dei più grandi poeti italiani di sempre ci passò tutto il dopoguerra, fino alla morte nel 1981.

Montale arriva a Milano nel 1948: prima, prende una stanza all'Albergo Ambasciatori in Galleria del Corso. L'albergo esiste ancora e si chiama ancora così. In seguito si trasferisce in via Bigli al civico 15. Oggi una targa posata nel 2006 lo ricorda - insieme ad altre targhe interessanti di milanesi illustri, leggete questo pezzo d'archivio del Corriere per saperne di più.

Ma cosa ci faceva Montale a Milano? Era stato assunto - sempre nel 1948 - al Corriere della Sera. Alla bella età di 52 anni diventava redattore del quotidiano di via Solferino. C'è un pezzo da pelle d'oca, firmato Dino Buzzati, che racconta del lavoro di Montale al Corriere. Un pezzo andato in stampa il 30 marzo 1961...

(...) Se in via Solferino Eugenio Montale è considerato di casa e nessuno fa più gran caso quando lo incontra, ciò non significa che i compagni di lavoro dimentichino ciò che lui è nella recente storia della letteratura italiana. Io trovo anzi che tanta confidenza è una cosa molto bella e sono convinto che a lui faccia piacere. Gli ossequi, i salamelecchi, il titolo di maestro ho l’impressione che gli diano maledettamente fastidio (...) Per quanto riguarda il lavoro, i suoi amici di Firenze non stiano in pena. Mica che gli asfalti di Milano e gli uffici di un giornale quotidiano siano l’ambiente ideale per colui che parecchi, specialmente tra i giovani, considerano il maggiore poeta italiano vivente. Ma egli non ha proprio l’aria di trovarcisi in prigione. E la stessa routine di critico musicale non deve riuscirgli sgradita. (Un esempio del suo scrupolo: più di una volta, dopo aver preparato il pezzo su una novità scaligera in base alla prova generale, ha telefonato dal teatro, al termine della première per far cambiare un aggettivo, per trasformare gli applausi “calorosi” in applausi “cordiali” o viceversa; e questo impegno quotidiano di cronista gli fa, mi sembra, grandissimo onore). Tutto bene, direte, però intanto Montale di poesie non ne scrive più. Ma è colpa del lavoro giornalistico? È colpa di Milano? Si tocca qui un tasto delicato e segreto; esprimere giudizi o recriminazioni sarebbe idiota, oltre che imprudente.

Il 30 novembre 1973 Eugenio Montale va in pensione: ricorda il lavoro giornalistico così «Il giornalismo sta alla letteratura come la riproduzione sta all’amore», prima del ritiro dal lavoro vive ogni giorno nell'ossessione di essere licenziato dal giornale, come ricorda questa ottima scheda a cura di Francesco Billi. Il 12 settembre 1981 Montale muore alla Casa di Cura S. Pio X in via Francesco Nava 31 - per chi non la conoscesse, è circa a metà strada tra le fermate Zara e Maciachini della MM3 gialla. Ai funerali di Stato del 14 settembre in Duomo partecipa anche Sandro Pertini, al tempo Presidente della Repubblica, insieme a migliaia e migliaia di milanesi.

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