Perché Milano è la capitale morale d'Italia?

Quando e come nasce il detto secondo cui Milano sarebbe la capitale morale d'Italia.

Ma perché Milano è nota come la capitale morale d'Italia? Innanzitutto, molti pensano che questo detto significhi che Milano sia la "capitale della moralità" in Italia. Il senso, invece, è quello di capitale morale come si dice di un vincitore morale. La vera capitale, anche se non ufficialmente riconosciuta, insomma. Anche perché, in quanto a "moralità", Milano non ha nulla da insegnare: la quantità di scandali che hanno coinvolto la città dagli anni '80 in poi non la fanno ritenere in nessun modo in grado di dare lezioni.

Gli scandali dell'Expo (da ultimi), ma soprattutto le vicende in cui è stato coinvolto Salvatore Ligresti, i misteri che secondo molti circondano l'ascesa di Silvio Berlusconi, Tangentopoli, gli yuppies rampanti dell'epoca di Bettino Craxi. Insomma, di ragioni per ritenere che la città non abbia titolo per dirsi "capitale della moralità" ce ne sono una marea. E in effetti, questo modo di dire non c'entra con la moralità, ma c'entra con il senso di superiorità con cui Milano si è sempre percepita. Vediamo allora come e quando nasce questo detto.

Il tutto nasce nel corso dell'800, quando Milano - per un brevissimo periodo - diventa Capitale per davvero. Scrive Linkiesta (che al tema ha dedicato un pezzo molto approfondito):

Milano, per un breve tratto della sua storia, diventa capitale davvero. In epoca napoleonica, nel ballottaggio tra Venezia e Milano, i francesi non hanno dubbi: tra la capitale di una repubblica durata oltre un migliaio d’anni e la sede di un ex governatorato spagnolo, ci mettono un amen a decidere chi debba abbassare la cresta. La contessa vicentina Ottavia Negri Velo nel 1806 scrive così: «La gara tra Milano e Venezia sembra dichiarata. Milano è una provinciaccia che ha sempre ubbidito, Venezia è una capitale in cui il dominio è originario». Proprio per questo il vicerè d’Italia, Eugène de Beauhrnais, ovvero il principe Eugenio, preferisce Milano come capitale del Regno d’Italia.

Il regno d'Italia fondato da Napoleone, però, dura pochissimo: nel 1814 il regno si discioglie. Risorgerà, in maniera ben più estesa, nel 1861 con Torino capitale. Ma cosa c'entra questo con la definizione di capitale morale? C'entra: perché la città sarà anche stata retrocessa, ma era già allora la più industrializzata d'Italia, la più europea, quella più collegata con le altre capitale, aveva già la nomea di "instancabile incubatrice del nuovo che nasce nel Paese", come la definì Renzo De Felice. Si sentiva, insomma, città più città delle altre.

A quel punto, siamo nel 1881, a Milano sbarca l'esposizione universale (sì, l'Expo). Ed è in quel periodo che nasce la definizione: Ruggero Bonghi, un giornalista napoletano direttore del quotidiano milanese La Perseveranza, è la persona a cui viene dato il merito di aver detto per primo che "Milano è la capitale morale d'Italia", ma il retroterra su cui questa definizione si installa è chiarissimo. E infatti il successo è immediato: i milanesi, con un semplice aggettivo, si sentono ricompensati e consolati di non essere mai stati la "vera" Capitale.

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