Apple Store a Milano: ecco come sarà il progetto

Il progetto di Norman Foster per l'Apple Store di Milano in piazza Liberty.

apple store milano

L'Apple Store a Milano si farà, questo è ormai certo. E si sa anche dove: il negozio dei prodotti di Cupertino sorgerà in piazza Liberty, pieno centro, al posto dello storico cinema Apollo, cosa che peraltro ha provocato non pochi malumori. "Ma come, un negozio di gadget elettronici dove c'era uno dei cinema di Milano più attenti a una programmazione di qualità?". Ebbene sì, ormai è il caso di mettersi il cuore in pace.

E allora, come sarà questo Apple Store milanese? Il progetto è stato presentato dallo studio di Norman Foster e pare abbia già ricevuto il via libera dalla sovrintendenza, mentre nei prossimi giorni partirà l'iter urbanistico che dovrebbe portare al permesso di costruire, dopodiché il grande cubo trasparente sorgerà entro il 2017. "Un progetto di qualità che renderà la piazza un luogo molto vivo".

Ancora non è dato mostrare rendering, ma su Repubblica Milano si trova qualche dettaglio in più:

Una scatola di cristallo che spunterà in piazzetta Liberty e una grande scalinata che porterà giù allo store, che da solo darà lavoro a 200 addetti negli spazi finora occupati dal cinema. Il richiamo al mondo cinematografico, richiesto da più parti in città, è stato rispettato: sulle facciate di vetro ci sarà la possibilità di proiettare immagini di grandi film italiani e stranieri, come fossero maxischermi. Non solo. La multinazionale di Cupertino ha inserito nel suo progetto anche molti alberi nella piazza e una fontana con giochi d'acqua.

E così, andrà in porto quello che si dice essere stato sempre un pallino di Steve Jobs, portare l'Apple Store a Milano. La prima destinazione pensata era però la Galleria Vittorio Emanuele, tanto che Apple aveva partecipato al bando per occupare lo spazio in cui si trovava Mc Donald's; bando che fu però poi vinto per un soffio da Prada. Si era allora pensato di aprirlo direttamente in Piazza Duomo, ma la cosa era probabilmente troppo "spinta" per un luogo così marcatamente storico. Adesso, la soluzione sembrerebbe proprio essere stata trovata.

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