Come sarà il 2016 di Milano?

L'anno delle elezioni, ma non solo. Ecco le sfide che attendono Milano nell'anno appena cominciato.

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Il 2016 di Milano è inevitabilmente l'anno delle elezioni comunali per decidere il nuovo sindaco. Appuntamento cruciale, dopo i cinque anni di Pisapia che magari non avranno messo tutti d'accordo ma sono comunque, in generale, considerati come un'esperienza più che positiva. Tanto che adesso ci troviamo nel paradosso di attendere con più trepidazione le primarie del Pd piuttosto che le elezioni vere e proprie. Inevitabile, se si considera quanto la città sia cambiata, come sia cresciuta e migliorata sotto tantissimi aspetti e come ci sia la paura che il cambio di sindaco possa bloccare tutti i progressi.

L'elezione del nuovo sindaco, quindi, è la sfida decisiva di una città che non può permettersi passi indietro sotto diversi aspetti: la rinnovata vitalità, il dinamismo, le innovazioni, l'urbanistica e tutto ciò che la sta rendendo, sempre di più, una vera smart city. E sotto questo aspetto, un'altra sfida decisiva è sicuramente quella del Dopo Expo. Davvero si riuscirà a valorizzare l'eredità dell'esposizione universale creando nell'area di Rho Pero un campus della Statale, affiancato da un polo dell'innovazione con tanto di mega-incubatore per le start up? Speriamo di sì, perché potrebbe davvero essere un ulteriore passo avanti nel rendere Milano una città davvero di respiro internazionale. Ma l'obiettivo è di quelli davvero difficili da raggiungere, richiede enormi sforzi economici e una sinergia tra tanti attori diversi. Vedremo.

Parlando di università e start up, non si può che affrontare il capitolo giovani. Da questo punto di vista, il 2015 non è un anno positivo: il modo in cui i comitati di quartiere hanno boicottato la vitalità della Milano by Night, l'assenza di vere grandi novità dal punto di vista della vita notturna, l'obbligo di ogni luogo della notte a radicarsi sempre di più in periferia, il divieto di festeggiare all'aria aperta (come si è visto per gli stop alle feste in montagnetta, al Parco Sempione, all'ex Scalo Farini) sono qualcosa che soffoca la creatività dei giovani - un aspetto molto più importante di quanto si potrebbe pensare. La speranza è che il 2016 porti una ventata d'aria fresca anche in questo campo. Da questo punto di vista, è chiaro, la possibile elezione a sindaco di un manager vecchio stampo come Giuseppe Sala potrebbe impedire una rinascita della città di notte, mentre va sottolineata positivamente l'idea di Francesca Balzani di istituire un "sindaco della notte" che proprio di questi aspetti si occupi. Un'altra volta, si vede come le prossime elezioni comunali siano decisive.

Ma il 2016 dev'essere anche l'anno in cui, una volta per tutte, si risolve il problema della moschea. Non si può pensare che Milano continui a costringere i musulmani a pregare in scantinati nascosti alla vista di tutti. Non fosse altro che per una questione di sicurezza. La libertà di culto è un diritto sacrosanto e il modo migliore per evitare l'esplosione incendiaria dei terrorismi è proprio quello di non soffocare le libertà altrui, di non far sentire "estranei" rinchiusi nelle enclave chi invece può gradualmente diventare parte integrante del tessuto cittadino.

Infine, la mobilità. L'allarme smog degli ultimi giorni ha reso ancora più evidente come non servano a nulla i blocchi del traffico. Quello che serve a Milano sono più mezzi pubblici, continuare sull'ottima strada del bike sharing e del car sharing, continuare (ma con ancora più convinzione) nella costruzione di vere piste ciclabili ovunque sia possibile.

Ecco: una città sempre più dinamica, sempre più vivibile, che non soffochi i bisogni legittimi dei più giovani e i diritti sacrosanti di chi segue una religione "altra" e che sappia darsi obiettivi ambiziosi per il futuro. Questo è ciò che ci si aspetta dalla città che sta per affrontare un anno cruciale. Incrociamo le dita.

Buon anno, Milano.

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