Libri in metro a Milano, chi sono i milanesi che leggono sui mezzi

Libri in metro, libri in metro milano

Sei lì con il tuo libro, in metro a Milano o in treno tra il centro e la periferia milanese, magari su un autobus, quando ti accorgi che qualcuno sta curiosando per vedere cosa leggi. Beh, potrebbe non essere solo un'attenzione occasionale, potrebbe essere Riccardo Tommasini del sito "Libri in metro". Siete avvertiti!

Il blog – nato a Roma sulla Linea B della loro metropolitana da un'intuizione di Mara Marzocchi, il 29 maggio 2010 il primo post –ha come scopo non tanto censire cosa leggono romani e milanesi ma scoprire "il lato più nascosto del nostro prossimo" come scrive Roberto su 06blog dove trovate l'intervista a Mara (cliccate qui).

Diversi sono stati i tentativi di raccontare i lettori metropolitani, a noi di Blogo è piaciuto il taglio scelto da Mara e Riccardo e abbiamo così deciso di saperne di più. Se l'idea vi è piaciuta c'è la loro pagina su Facebook da visitare, oltre al blog! Ma adesso dopo il salto l'intervista che abbiamo fatto a Riccardo, buona lettura.

libri in metro milano
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Puoi dirci perché osservate libri e lettori sui mezzi pubblici italiani? Vi siete ispirati a coverspy.tumblr.com nato nel 2009?

Beh l'idea è stata di Mara, io sono in ballo da poco. Personalmente il sito che hai citato non lo conoscevo, ma Libri in metro ha un taglio più personale. Parlando con Mara è venuto fuori come i lettori si avvicinino nei vagoni, e come capita che sbirci il libro di chi hai di fianco, lo spirito è un po' questo, raccontare un po' il mondo dei lettori metropolitani.

Cos'è per te la lettura? E i lettori?

È un momento che ti ritagli, nella routine quotidiana hai i tuoi venti/trenta minuti di lettura e relax senza che nessun impegno li scalzi, alla fine è "tempo di viaggio". I lettori… come c'è scritto anche sul sito, una volta tanto noi spostiamo l'obiettivo dal libro al lettore, che poi per me è quello che rende grande un testo.

"Libri in metro" ha inizio nella capitale nel 2010 ma si arricchisce ora di un osservatore milanese: sei di Roma come Mara o hai sposato gli obiettivi del blog?

No, non sono di Roma, ho raccolto l'idea del sito dopo una segnalazione. Ho iniziato a seguirlo e la cosa mi piaceva. Da quando sono all'università il tempo il metropolitana si è triplicato rispetto al liceo e con un amico abbiamo iniziato questa sorta di gara, nel senso buono, di lettura, anche grazie a Goodreads che ci tiene aggiornati online.

Metro B di Roma, linee sotterranee non meglio specificate a Milano ma anche autobus, forse tram…

Rispetto a Mara spazio su più mezzi. Le linee della metropolitana sulle quali mi muovo sono la Rossa e la Verde ma non trascuro il mio autobus "fisso" (Z620), anche se è di provincia, quindi ha meno "impatto". Oramai però la spia è sempre in agguato, ovunque mi trovi.

È semplice fare "book watching" qui da noi?

No! È la parte più difficile: personalmente guardo prima il lettore del libro, e la cosa è controproducente. Mi tocca fare delle acrobazie per scoprire il titolo, una volta ho fatto anche lo specchio con il telefonino per scoprirlo. E se posso mi permetto un appello: basta con le copertine per i libri, mi tolgono il lavoro!

Come mai oltre a evidenziare quale libro avete avvistato arricchite la segnalazione con la descrizione del lettore?

Questa è la filosofia del progetto quello che ci distingue dagli altri: dare attenzione ai lettori. Già tanti blog e comunità parlano di libri, ma in realtà, per me, i lettori sono più interessanti di ciò che leggono. Di solito ognuno costruisce il suo percorso di lettura da solo o con gli amici che ha intorno, mentre così ovviamente capita che non sempre conosci il libro che legge chi hai di fronte.

Quindi parte una sorta di studio…

Esatto, se anche il libro non ti dice nulla il lettore invece ti attrae e inizi proprio a studiarlo. La posa, la velocità di lettura, se è attento o meno a chi gli sta intorno. Così facendo scopri nuovi autori e titoli, anche associandoli al tipo di lettore; se conosci il libro poi ti chiedi se l'aspetto della persona è quello che assoceresti a quel testo, un gioco insomma.

E come la mettiamo con la parte da agente segreto della faccenda? Non andate in fondo contro la provacy?

È un po' imbarazzante sì, però nessuno deve sentirsi spiato, le descrizioni rimangono vaghe abbastanza da rendere anonimo il soggetto immortalato. Si descrive la situazione, l'atteggiamento, lo stato d'animo. Cerchiamo di fotografare l'istante di lettura, quando con il corpo sei a Milano o a Roma, metri e metri sotto terra, ma con la testa magari vaghi nel deserto insieme a Santiago alla ricerca dell'Alchimista.

Siete mai stati contattati da qualche casa editrice interessata a quella che potrebbe essere utile come ricerca di mercato?

Al momento no, ma è un progetto che portiamo avanti per piacere, e perché ci piace l'idea della comunità di lettori semplici, gente normale che prende la metro. A questo in realtà non avevo pensato, chi lo sa cosa riserverà il futuro!

Che cosa te ne pare (anche rispetto a quelli romani) dei lettori milanesi? Ce ne sono di tutti i tipi o sono riconducibili a precise categorie?

Non ho molta esperienza dei lettori romani, però posso dire che quelli di Milano sono per lo più donne, l'età va dai 25 ai 50 anni. Gli studenti li riconosci per la posa stanca anche nella lettura. Poi ci sono quelli che come me hanno sempre la matita in mano, qui è difficile capire che lo fa perché sta studiando e chi perché è maniaco come il sottoscritto.

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