Sea, Serravalle, Metroweb. Di chi sono le mani sulle infrastrutture milanesi



In questi giorni i quotidiani sono in fibrillazione per i destini della Sea (la società aeroportuale che gestisce Malpensa e Linate) e della Serravalle (azienda che gestisce alcune delle autostrade sul territorio Milanese, principalmente la A7). A scatenare il tutto, una lettera arrivata sulla scrivania dell'assessore al Bilancio Bruno Tabacci, con un'offerta di acquisto da parte di F2i, il fondo gestito da Vito Gamberale per il 18,6% della società autostradale e per il 20% della Sea. Totale dell'offerta 400 milioni di euro.

Cosa bisogna conoscere di questa vicenda per valutarla attentamente? Almeno tre cose. La prima è che Vito Gamberale è un manager che, nel mondo della finanza, è conosciuto come vicino agli ambienti di sinistra. La seconda è che quei 400 milioni di euro farebbero molto comodo al Comune di Milano per il pareggio di bilancio e per il rispetto del patto di stabilità. La terza è il fatto che il fondo F2i è già proprietario di un'altra importantissima infrastruttura cittadina, ovvero la rete di 2250 chilometri di fibra ottica gestita da metroweb che porta internet ad alta velocità in tutte le nostre case. Ricordate? Metroweb fu venduta in era Moratti al fondo inglese "Stirling Square" per 232 milioni e riacquistata da Gamberale per 436 milioni qualche giorno prima delle elezioni.

Quindi, ricapitolando, l'operazione sembra un passo necessario per Palazzo Marino, ma le incognite non mancano. A quelle già elencate se ne aggiunge un'altra. Repubblica, in questo articolo, paventa un ulteriore "rischio", ovvero il fatto che Gamberale, una volta acquistate le azioni della Serravalle, possa deciderle di utilizzarle come "merce di scambio" per portare avanti la sua strategia di investimento nel settore aeroportuale. E chi potrebbe fare da sponda a questa operazione? I componenti della famiglia Gavio che, scrivono i giornalisti "nel 2005 hanno venduto alla Provincia guidata allora da Filippo Penati il 15 per cento della Serravalle per 238 milioni di euro. Oggi potrebbero rientrare dalla finestra a prezzi da saldo, visto che Gamberale valorizzerebbe il 18,6 per cento della società 145 milioni".

Foto | Flickr

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