Milano Alta, via libera al progetto del Portello

Ma che cos'è questa Milano Alta, il progetto che prenderà il posto del naufragato stadio di San Siro?

Siamo al via libera, o comunque poco ci manca, per quanto riguarda il progetto Milano Alta, il megacomplesso commerciale che prenderà il posto del naufragato nuovo stadio del Milan. Fondazione Fiera e gruppo Vitali hanno siglato un primo accordo per costruire nella parte superiore la tanto attesa green street ciclopedonale e sotto, invece, due aree commerciali, un albergo, negozi di vicinato e strutture per lo sport, eventi interattivi e iniziative culturali di vario genere.

Il tutto potrebbe portare con sé anche 5mila posti di lavoro, mentre i lavori potrebbero durare oltre due anni, anche se i più ottimisti dicono che tutto potrebbe essere pronto per il gennaio 2016. Il Comune, comunque, ci tiene a far sapere che senza il suo via libera non si può fare nulla: "Non è ancora arrivato alcun progetto".

Al Portello, comunque e a meno di sorprese particolari, si darà vita al progetto Milano Alta, del gruppo Vitali. Prima buona notizia: i padiglioni 1 e 2 della Fiera non saranno demoliti, ma riqualificati. Seconda buona notizia: nel progetto è prevista una "green street", a cui forse si fa più pubblicità del necessario (visto che non è certo il nocciolo del progetto), ma che comunque potrebbe essere una bella novità. Si tratta di un chilometro di percorso ciclopedonale sopraelevato (a 7 metri) lungo viale Scarampo, che scavalca viale Teodorico e via Colleoni All’interno, il progetto prevede un mega albergo, ristoranti, attività per il tempo libero e uno spazio per l’insediamento delle ormai canoniche start up ad alto contenuto di innovazione (che poi, vanno benissimo le start up che sappiamo quanto siano importanti per il futuro, ma è possibile che ormai sia diventato una sorta di rito quello di infilare incubatori e start up in ogni dove?).

Si parla anche di un cinema 4D e di luoghi per performance artistiche. Ma manca qualcosa, richiesto a gran voce dai comitati di residenti che, forse, hanno avuto un ruolo più importante del previsto nel far fare retromarcia al Milan. "Vogliamo un asilo e una biblioteca, che sono mancati nel progetto di CityLife".

Chissà, perché al netto del centro tecnologico con le start up e della "green street" da un chilometro (che è poca cosa), è evidente come quello che sorgerà sarà un enorme centro commerciale, con tanto di megahotel, cinema, negozi, ristoranti, spa e cose simili. Niente di innovativo per cui andare in giubilo, è evidente.

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