Elezioni comunali Milano 2016: perché il candidato del M5S si è ritirato?

Il ritiro di Patrizia Bedori dalla corsa a sindaco di Milano non stupisce più di tanto. Ecco quali sono le ragioni dietro l'addio.

patrizia bedori candidato sindaco m5s

Elezioni comunali Milano 2016 - L'ha definito un "passo di lato" - tanto per utilizzare una formula ormai logora - ma la verità è che il suo si può definire il più classico dei passi indietro: Patrizia Bedori, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, ha infine deciso di ritirarsi dalla corsa. Scelta attesa e che sembrava dovesse venire già a gennaio, ma dopo un colloquio con Gianroberto Casaleggio si è era di andare avanti.

Negli ultimi due mesi, però, le cose non sono cambiate. Patrizia Bedori continuava a essere il candidato invisibile, l'unica che non era in grado di conquistare il suo spazio di visibilità in mezzo a manager come Sala, Parisi e pure Passera (che pure prenderà un quarti dei voti del candidato M5S). L'irritazione da parte del direttorio dev'essere aumentata, così come di certo non ha aiutato la stroncatura netta di uno come Dario Fo.

Ma perché, quindi, Patrizia Bedori si è ritirata? O meglio, quali sono le lacune che l'hanno infine costretta al ritiro? Una ragione l'ha spiegata lei stessa, quando nell'incontro di ieri ha fatto sapere di "non saper gestire la pressione" e "non saper gestire i mass media". E nonostante la Bedori abbia provato a girare le colpe sui giornalisti - che le stavano troppo addosso - è chiaro che la responsabilità è solo sua: non ci si può candidare a un ruolo come quello di sindaco di Milano e poi lamentarsi per la pressione dei media. Legittimo non essere in grado di gestire una situazione del genere, ma non ci si può aspettare che puntare a Palazzo Marino non stravolga la vita di una persona; altrimenti ci si può sempre candidare al ruolo di assessore di Casal Pusterlengo; in questo modo il relax è assicurato.

La punta di acidità è causata dall'incapacità di Patrizia Bedori di assumersi le sue responsabilità senza cercare di scaricare le colpe sugli altri - i giornalisti, of course. Ma le colpe vanno cercato altrove. Quale siano le sue, abbiamo detto; a questo va aggiunto il fatto che le stesse primarie del Movimento 5 Stelle non fanno che aumentare le chance che situazioni del genere si presentino: 300 votanti in totale? 70 voti per vincere e 60 per il secondo classificato? Con numeri del genere, il livello di dilettantismo è enorme e il fallimento della candidatura quasi assicurato. Meglio ripensarci.

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