I progetti di Sala per Milano: c'è anche la High Line in Monteceneri

Sei progetti per ognuno dei 40 quartieri che verranno sottoposti al voto degli abitanti delle varie zone.

Il programma di Beppe Sala, candidato del Pd alle elezioni comunali di Milano, inizia a dare uno spazio sempre maggiore alle questioni urbanistiche, e anche in questo senso si dimostra abbastanza in linea con la giunta di cui vorrebbe raccogliere l'eredità, che ha fatto di mobilità e riqualificazione urbana le sue cifre distintive.

Tra i 240 progetti (sei per i 40 quartieri individuati) che sono stati selezionati dal centrosinistra milanese e che adesso verranno sottoposti al voto della gente su schede che saranno distribuite nelle zone interessate, ce n'è però uno che più di ogni altro si fa notare: la High Line in via Monteceneri, al posto del cavalcavia.

La ragione per cui questo progetto salta decisamente all'occhio è molto semplice: si tratta di un progetto davvero ambizioso, di quelli che cambiano il volto alla città e che trasformano le brutture utili per il traffico in bellezze che arricchiscono l'atmosfera della città. L'altro aspetto, è che la stessa proposta era in cima alle priorità che Maurizio Lupi (candidato di punta a Milano) voleva inserire nel programma di Parisi, ma che quest'ultimo sembrerebbe aver bocciato.

Ma di che si tratta? Una High Line sul cavalcavia della Ghisolfa, strada sopraelevata a quattro corsie che dalla Bovisa porta in piazzale Lotto (o quasi) con un limite a 70 chilometri orari senza mai incrociare un semaforo. Per chi guida, una gran bellezza; per chi abita nei dintorni e per l'aspetto della città, uno sfregio.

Il tutto seguendo l'esempio della high line di New York che ha trasformato dei binari ferroviari usati per il trasporto merci nel cuore della città (per la precisione, a Chelsea) in una passeggiata verde sopraelevata che è davvero una gran bella esperienza da vivere. Perché non fare lo stesso anche a Milano?

Il problema del traffico - almeno nel progetti di Maurizio Lupi - verrebbe risolto costruendo un tunnel sotterraneo (che dal punto di vista paesaggistico ha sicuramente più senso che costruire una sopraelevata), mentre sul ponte della Ghisolfa si passeggerebbe con vista sui nuovi grattacieli della città, con verde, opere d'arte, percorsi pedonali e per le biciclette.

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