Non sembra nemmeno di stare a Milano

A volte sembra un paesino di campagna, altre sembra Manhattan. Spesso, comunque, non assomiglia per niente alla Milano dell'immaginario collettivo.

Non sembra nemmeno di stare a Milano. Alzi la mano chi di voi non ha mai sentito dire o non ha mai pronunciato questa frase. Ogni volta che qualcuno si è trovato in un vicoletto, in un giardino silenzioso, in una coorte medievale fuori dal centro, la frase incriminata sarà stata in qualche modo pronunciata (c'è pure la pagina Facebook, per dire).

Ma quali sono i luoghi in cui “non sembra di stare a Milano”? La risposta è: dipende. Siete turisti o milanesi? Vi affascina il centro o siete in cerca di luoghi ignoti? Vi piace solo ciò che ricorda un paesino o anche luoghi futuristici o semplicemente diversi? D'altra parte, le sensazioni sono soggettive per definizione, sarebbe impossibile stilare un catalogo dei luoghi in cui “non sembra”.

Personalmente, dai luoghi più classici e quelli più recenti, sono parecchie le parti di Milano in cui mi sono trovato a pensare che, davvero, non mi sembrava di stare nella mia città. La prima volta che ho messo piede nel vicolo dei lavandai, senza ombra di dubbio, ho provato fortissima questa sensazione.

Così come quando mi sono avventurato nei vicoli di Brera; ma anche in alcune parti del quartiere Isola – ma più che altro per il clima rilassato e ospitale che si respira – o nei dintorni della Martesana (in particolare nella strada che dall'altro lato della Martesana – quello non pedonale – porta verso via Melchiorre Gioia, attraversando un ponte con curve a gomito che sembra trovarsi su una provinciale sperduta nel nulla). Altri, però, quella sensazione la potrebbero sperimentare mentre girano per il nuovo quartiere di Porta Nuova, tra i grattacieli. Non sembra di stare a Milano, perché forse sembra di stare a Manhattan.

Ci sono poi i luoghi che non sembrano Milano, tanto più perché si trovano in periferia. Ormai, sempre più di frequente, alcune cascine abbandonate vengono riqualificate e sfruttate per creare loft in cui, immancabilmente, vanno a vivere artisti, creativi & simili.

Ho vista una di queste recentemente, e davvero l'impressione è stata molto forte: un cortile enorme e verdissimo sul quale si affacciavano i vari appartamenti; un tavolo comune per le cene collettive, ragazzi che facevano l'aperitivo sui tavolini appena fuori casa. Sembrava di stare in una comune. E il tutto era immerso nel silenzio. Certo, è bastato uscire dalla cascina per ricordarmi perfettamente che invece mi trovavo in un terribile incrocio della circonvallazione; ma quella, per me, è stata l'ultima esperienza in cui davvero mi sono reso conto di cosa significasse provare quella sensazione.

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