Le caratteristiche del dialetto milanese

Le regole di pronuncia e le altre caratteristiche del dialetto milanese.

Qualche giorno fa si parlava da queste parti delle origini del dialetto milanese, è il caso adesso di vedere quali sono invece le caratteristiche del dialetto milanese. Prima di tutto, va detto che il latino volgare iniziò a dare vita al dialetto venendo a contatto con le preesistenti lingue gallo-celtiche, a cui si fanno risalire i tipici suoni ü e oeu, che infatti non esistevano nel latino e sono tuttora sconosciuti all'italiano.

Il dialetto milanese è classificato tra i dialetti della Lombardia Occidentale, ai quali è simile e con i quali condivide parecchie caratteristiche, tra cui la caduta delle vocali finali diverse dalla "a" (ragione per cui si dice "fil", "om", ma si dice anche "tosa"); vengono inoltre eliminate le consonati doppie (non "bella", ma "bela"; non "allora", ma "alura").

Ancora: le consonanti "p" e "t", quando sono all'interno di una parola e si trovano tra due vocali, diventano in milanese "b" e "v" invece di "p" e "d" invece di "t". In alternativa, possono anche sparire. Degli esempi possono sicuramente chiarire la cosa: "ruota" diventa "roeuda", "capelli" diventa "cavei" e "coda" diventa "coa".

Da Wikipedia prendiamo invece le regole per quando riguarda la pronuncia:

Vocali

à a chiusa tonica tendente ad "o" (non esistente in italiano): giornài
ôcome la u italiana tonica: tôsa
o come la o italiana atona: tosànn
oeu come la "eu" francese e la ö tedesca: fioeu
u come la "u" francese e la ü tedesca: malumor
aa, ee, ii, oo, uu in fine di parola, con suono prolungato e stretto: parlaa, miee, finii, coo, cuu

Consonanti

b in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia "p": gouebb
c in fine di parola si pronuncia come la "c dolce": secc, vinc
d in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia "t": crud
g in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia come la "c dolce": magg
gh in fine di parola si pronuncia come la "c dura": figh
s'g si pronuncia come "sg" di sgelare: s'giaff, s'gelada
s'c si pronuncia "s" aspra seguita dalla "c" dolce: s'ciopp, s'cepà e s'ciena
v in fine di parola e dopo una vocale si pronuncia "f": noeuv, rav
z ha il suono di "s" aspra o dolce: mezz /mɛs/, zafràn /zaˈfrã/, zio /ˈziu/

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