Milano, donna incinta morta alla Mangiagalli: 4 indagati per omicidio colposo

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La Procura di Milano ha iscritto 4 persone nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Claudia Bordoni, la donna di 36 anni incinta di 2 gemelle deceduta presso la Clinica Mangiagalli lo scorso 27 aprile. Si tratta di due dottoresse e due ostetriche della clinica che si sono occupate del suo caso. L'autopsia sul corpo della donna verrà effettuata giovedì prossimo e quindi le persone indagate potranno nominare uno o più medici legali di loro fiducia come periti di parte deputati ad assistere. Secondo una prima ipotesi la donna sarebbe deceduta per un'emorragia gastrica.

Al momento nel registro degli indagati non ci sono medici o altro personale dell'ospedale di Busto Arsizio (Varese) e dell'Ospedale San Raffaele, dove la donna si era recata nei giorni precedenti lamentando sempre forti dolori addominali.

Donna incinta muore dopo un cesareo d'urgenza

28 Aprile 2016

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Una donna incinta di 36 anni, originaria della Valtellina, è morta ieri pomeriggio alla clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, al sesto mese di gravidanza. Anche i due gemelli di cui era in attesa sono morti dopo un cesareo effettuato d’urgenza dopo che la donna si era rivolta all’Irccs per una minaccia di parto prematuro.

La donna si era sottoposta a una procedura di procreazione medicalmente assistita ed era seguita dai medici dell’ospedale San Raffaele.

Rivolatasi all’Irccs era stata inviata successivamente al Policlinico, struttura dotata del più grande reparto di terapia intensiva neonatale d’Italia e di medici che affrontano un’alta casistica di parti complicati.

La donna dopo avere trascorso la notte in ospedale, nel corso della mattinata di ieri ha mostrato i segni di una grave emorragia improvvisa. La morte è sopraggiunta a causa di una grave emorragia e i medici non sono riusciti a salvare i due gemellini di sei mesi.

I familiari hanno presentato un esposto in Procura. Secondo quanto riferito dalla direzione del Policlinico milanese all’AdnKronos è stata avviata un’indagine interna per ricostruire nei minimi dettagli la vicenda e lo staff sanitario ha dato alla magistratura la piena collaborazione per compiere tutti i rilievi del caso.

La donna aveva già avuto una minaccia di aborto e per questa ragione era stata ricoverata al San Raffaele fra il 13 e il 21 aprile. Al pronto soccorso dello stesso ospedale si era rivolta il 25 aprile dove era stata dimessa. La situazione è poi precipitata mercoledì e il decesso è avvenuto ieri.

Via | Ansa | AdnKronos

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