Milano, scuola: alunni esonerati dall'ora di religione esclusi dalla gita a tema. La protesta delle mamme

A crucifix is seen on a wall as a  teacher  writes on a blackboard in a classroom in Viterbo on July 1, 2010.  Italy began its appeal on June 30, 2010 against a European Court of Human Rights ruling condemning the display of crucifixes in Italian schools in a case that could affect all of Europe. AFP PHOTO / Tiziana Fabi (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Una professoressa di religione di una prima media, di Peschiera Borromeo (Milano), ha organizzato una gita al museo africano, al fine di far conoscere la vita dei missionari in Kenya e in Tanzania. L'iniziativa è riservata unicamente a chi si avvale dell'insegnamento durante l'anno. Ma le famiglie dei "non ammessi" non ci stanno e scrivono all'istituto: "I nostri figli si sentono esclusi e penalizzati".

Il caso è scoppiato all'istituto comprensivo Fabrizio De André. Una studentessa di 11 anni, afferma il quotidiano Repubblica, dopo aver scoperto che i suoi compagni di classe sarebbero andati al villaggio africano di Basella Urgnan senza di lei, ha incominciato a piangere.

Secondo quanto dichiarato dall'istituto, la visita al museo, che si trova in un convento abitato dai missionari passionisti, "è stata organizzata come completamento del corso di religione durato un anno". Ma nella prima media in questione, ci sono due bambini che non lo frequentano e dunque saranno costretti a rimanere in classe.

L' "esclusione" però non è piaciuta a molti. Così, in una lettera firmata da dodici famiglie, anche di altre classi, si è richiesto alla scuola di riflettere sull'opportunità di organizzare uscite che precludano la partecipazione a qualcuno. Anche quando è un insegnante che fa capo alla Curia il responsabile.

La preside della scuola, Marina De Marco ha dichiarato in merito:

"È un tema molto delicato e interessante perché da un lato dobbiamo rispettare la libertà di non frequentare l'ora di religione, dall'altro dobbiamo fare lo stesso con il lavoro di questi insegnanti: quell'uscita è stata preparata a lezione, fa parte del programma che la professoressa ha svolto in classe, non è una gita di svago: vanno a parlare con missionari cattolici e le loro famiglie hanno fatto una scelta all'inizio dell'anno su questo"

E conclude la preside:

"Stiamo cercando di capire se è possibile pensare a uscite che abbiano un taglio per tutti anche quando sono legate all'ora di religione"

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