Milano nelle mani dei miliardari stranieri

Dai cinesi ai qatarioti: ecco come i miliardari che vengono da lontano stanno comprando la città.

porta-nuova-620x350.jpg

Berlusconi, Caprotti e Moratti, è evidente anche solo per questioni anagrafiche, sono il passato. Il problema, semmai, è che tra i miliardari delle nuove generazioni che rimpiazzeranno gli storici nomi della "nobiltà borghese" milanese non ci sono milanesi. A dire il vero, non ci sono proprio gli italiani.

Tutti gli occhi sono infatti puntati sugli stranieri, che si stanno comprando un pezzetto di Milano per volta. Peraltro, andando direttamente a caccia dei pezzi più pregiati. Su AffarItaliani troviamo una interessante mappa delle nazionalità che, più di altre, hanno messo Milano nel mirino.

Cina - I cinesi hanno acquistato Palazzo Broggi di Piazzale Cordusio, ex sede del Credito Italiano. Hanno la sede del gruppo telefonico H3G e di Huawei. Non solo: la società di rating cinese Datong si è posizionata proprio a Milano. Evidentemente, il fatto che in città ci sia la più grande comunità cinese d'Italia gioca un ruolo importante, ma non è solo questo.

Qatar - Gli arabi del Qatar sono stati i protagonisti negli ultimi anni, innanzitutto comprandosi tutto il complesso di Porta Nuova, ma anche l’Hotel Excelsior Gallia e il palazzo del Credit Suisse vicino alla Galleria. Insomma, i qatarioti puntano pesantemente sull'immobiliare.

Azerbaijan - L'ex repubblica sovietica si è appena comprata Palazzo Turati, sede della Camera di Commercio. Un primo passo che potrebbe preludere a molti altri, visto tra l'altro che, da poco, i due paesi sono collegati dal gasdotto che da Shah Deniz arriva fino in Puglia.

Ma perché proprio Milano? Su questo Affari Italiani segnala cose interessanti:

I soldi non servono solo a comprare beni o a realizzare buoni investimenti, ma anche fama e prestigio. Anche per far vedere che si è ricchi e si conta qualcosa nel mondo. E Milano è il luogo ideale per questo scopo, perché è la capitale economica e finanziaria del Sud Europa e del Mediterraneo. La nostra rivale Barcellona non è una capitale finanziaria (non ha la Borsa) e Marsiglia non produce un PIL sufficiente, mentre tutte le altre città mediterranee sono capitali regionali. Ma soprattutto è anche un grande palcoscenico d’Europa. Quello che succede a Milano si viene a sapere in tutto il mondo. Una grande operazione a Milano fa più notizia che a Berlino o Vienna. Inoltre, lo shopping di lusso e la sua vocazione a insegnare al mondo come ci si veste e si mangia, la rendono città modello per le classi dirigenti di Paesi ambiziosi.

  • shares
  • Mail