Moschea a Milano, si riparte

Dopo le inutili fatiche degli scorsi anni, si riparte con un nuovo tentativo sotto la giunta Sala.

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Beppe Sala l'aveva detto subito: se sarò sindaco mi metterò al lavoro per dare anche agli islamici di Milano un luogo dignitoso in cui pregare. A quanto pare, il nuovo sindaco sta provando a mantenere la promessa, la stessa promessa fatta anche da Giuliano Pisapia senza successo (non tanto per colpa sua, va detto, quanto per gli ostacoli enormi posti dal presidente della Regione Maroni).

Come si comporterà Maroni in questa occasione, in effetti, è ancora da vedere. Ma è chiaro che Sala, adesso, può tentare di aggirare, conoscendole, le norme restrittive messe in piedi dalla regione. Per il momento, comunque, sono 23 (non solo islamiche) le associazioni religiose che ad oggi hanno presentato richiesta per la realizzazione di un luogo di culto a Milano. L’invito lanciato dall'Amministrazione - e finalizzato a raccogliere le istanze del territorio per la redazione del Piano per le attrezzature religiose - è stato quindi accolto da molte delle comunità presenti in città, di confessione cristiana evangelica, islamica, cristiana ortodossa e buddista.

“L’ampia partecipazione è il modo giusto per avviare il percorso con cui arrivare a garantire a tutti un luogo dignitoso per pregare”, sottolineano la vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran. “Si avvia ora una fase di valutazione delle proposte arrivate, che ci consentirà poi di proseguire con la pianificazione urbanistica richiesta dalla Legge regionale”.

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