Artigiano in Fiera 2016: "La nostra forza è l'esperienza umana"

Intervista al presidente della fiera dell'artigianato, Antonio Intiglietta.

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Dal 3 all'11 dicembre 2016 torna il tradizionale appuntamento pre-natalizio con l'Artigiano in Fiera, giunto ormai alla sua ventunesima edizione. In nove giorni, dalle 10 alle 22.30, migliaia di artigiani provenienti da tutti i continenti esporranno prodotti unici, autentici e originali su una superficie espositiva di 310mila metri quadrati in grado di offrire una rappresentazione completa dell’artigianato mondiale: dall’Italia, all’Europa, dall’Africa al Medio Oriente, dall’Asia alle Americhe. Per scoprire che novità ci porta quest'anno la fiera dell'artigianato, abbiamo scambiato due parole con il presidente Antonio Intiglietta.

Questa ventunesima edizione porta un po' di novità, ce le può riassumere?

Abbiamo approfondito la formula, ma il cuore rimane lo stesso: la rassegna mondiale dell’economia a dimensione umana, dove al centro c’è l’uomo e la sua capacità di realizzare qualcosa di unico, autentico e originale. I protagonisti sono sempre gli artigiani e tutti quelli che lavorano con loro ed esaltano i prodotti e la loro unicità, perché prima di tutto la fiera esprime le culture di un mondo in cui il protagonista è l’uomo, non il consumatore. All'Artigiano in Fiera si vede il contrario del mercato consumistico, dove chi lavora e chi produce sono strumenti per il profitto. La forza della nostra fiera sta invece nell'esperienza umana. Quest'anno, poi, abbiamo messo assieme un comparto enogastronomico e abbiamo dato un ruolo più importante alla ristorazione. Si potranno degustare prodotti originali e fare oltre 50 lezioni dimostrative di cucina gratuite, ognuna di una diversa nazionalità, che permetteranno di imparare la preparazione di prodotti di ogni parte del mondo.

Come si collega l'artigianato con la cucina?

La base fondamentale degli artigiani, anche nel campo enogastronomico, è sempre il rispetto della natura e della manipolazione del prodotto naturale. Perché una pasta artigianale al chilo costa 3/4 euro, invece di 80 centesimi? Perché è fatta con una materia prima di qualità, trattata in maniera molto diversa. Per fare solo un esempio, l'essiccatura dura qualche giorno, mentre nella produzione industriale dura solo qualche ora. Sono aspetti che fanno la differenza, nel tempo, nel costo e nella qualità. C’è una cultura del lavoro che ha un grande rispetto per la materia prima, una cultura che fa parte del dna degli artigiani.

Oltre alle lezioni dimostrative di cucina, quest'anno sarà data importanza anche ad altri aspetti della tradizione delle varie culture.

Sarà un villaggio globale delle arti e dei mestieri, ricco di esibizioni, corsi e spettacoli. Spesso, per esempio, nei popoli la cultura viene comunicata tramite canto e danza, non è un aspetto di folklore, ma di tradizione e di storia, per questo abbiamo organizzato eventi dedicati alle danze tradizionali italiane, come la pizzica, ai balli siciliani, fino ad arrivare alle tradizioni scozzesi e irlandesi piuttosto che greche, spagnole, africane e così via. Il nostro obiettivo è rendere possibile visitare il mondo stando all'interno di una fiera. Una fiera che sarà molto interattiva, in cui ci sarà uno scambio di esperienza, comunicazione e proposte. È quello che accade in questi nove giorni che la rende un unicum negli eventi internazionali.

A volte però è difficile godere dell'Artigiano in Fiera, a causa della calca eccessiva che si verifica nei week-end.

Siamo consapevoli di questo problema, e infatti dall'anno scorso abbiamo iniziato ad allargare le corsie, per evitare che nei momenti di picco di affluenza si creasse questo assembramento eccessivo. Ci sembra che la novità abbia dato i suoi frutti e che adesso la Fiera si possa godere sempre appieno.

Avete organizzato qualche forma di supporto per le zone italiane colpite dal terremoto?

Sì, era doveroso farlo. Quest'anno era necessario ospitare le imprese umbre, marchigiane e abruzzesi colpite dal terremoto e tenere lì, da loro, l'inaugurazione della Fiera. Faremo anche promozione per le imprese che sono in Fiera a lavorare, in modo che possono essere supportate e anche confortate. La nostra cultura popolare è spesso separata, quando non in polemica aperta: vogliamo mostrare come in Fiera venga il meglio dell'Italia dell'artigianato, dimostrando di essere uniti.

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