Un mese di lavoro precario e illegittimo vale 15mila euro

Siete precari e lavorate per una di quelle aziende che sfruttano i dipendenti oltre i termini contrattuali? Siete arrivato al limite e non riuscite più ad andare avanti? State seriamente pensando a fare una causa di lavoro? Allora leggete attentamente qua. Nei giorni scorsi un lavoratore rivoltosi circa un anno fa al Punto San Precario del centro sociale Fornace di Rho ha ottenuto una vittoria storica: dopo aver impugnato un contratto di collaborazione a progetto ha conciliato con la azienda la propria causa guadagnando più di 15mila euro per un mese di lavoro effettivo.

Si legge nel comunicato stampa della Fornace:


    Le aziende si sono abituate a ritenere fisiologico l’utilizzo illegittimo di contratti “atipici” per ridurre i costi del personale e massimizzare i propri profitti. Vittorie come questa vogliono essere un invito rivolto ai precari ad impugnare i propri contratti e monetizzare le illegittimità del datore di lavoro e a far pagare la crisi anche a loro.
    Questo discorso vale soprattutto in tempi di crisi, dove si discute e si adottano misure “draconiane” dirette a flessibilizzare (precarizzare) ulteriormente il mercato del lavoro e smantellare lo stato sociale per ridurre il debito pubblico e pagare gli interessi ai mercati finanziari – cioè a chi la crisi l’ha generata.

Ma c'è un altra cosa che dovete sapere, se siete precari e intenzionati a fare causa. Il 31 dicembre infatti scadrà la proroga ai termini del “collegato lavoro”, che impone di impugnare i propri contratti passati e presenti entro 60 giorni dalla scadenza, con il rischio di perdere la possibilità di far valere i propri diritti dopo anni di precarietà. Quindi il tempo stringe: se siete pronti a questo passo, datevi da fare!

Foto | Precaria

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