Area C, da lunedì 16 si parte: e nel 1969 quando chiusero piazza Duomo alle auto...

archivio la stampa piazza duomo pedonaleE così da lunedì 16 gennaio si parte con l'Area C. Ne abbiamo scritto, detto, spiegato in ogni modo possibile: per un riassunto veloce se avete dubbi c'è il video che abbiamo pubblicato ieri. Ma stamattina invece di guardare avanti voglio guardare un po' indietro, e vedere che cos'era successo nel gennaio 1969. Quando ci fu un altro momento di "cambio delle abitudini" per i milanesi. E ai cambi di abitudine - perché anche questo è un provvedimento come l'Area C - c'è sempre qualcuno che vorrebbe continuare a fare quel che faceva prima, è normale. Ma che accadde a gennaio 1969?

Piazza del Duomo fu chiusa al traffico. Lo ricorda lo straordinario archivio de La Stampa, da cui ho preso anche l'immagine sopra. Scrisse Gino Mazzoldi sul quotidiano torinese:

alle 10 attorno al tempio si è formata una grande isola pedonale, rigorosamente vietata agli autoveicoli. L'improvviso provvedimento del sindaco Aniasi, sollecitato del resto dal prefetto Mazza

A portare allo stop alle auto fu anche e soprattutto "Il Duomo malato": annerito dallo smog e scosso dalle vibrazioni della metropolitana, sulla quale però si poteva fare poco. Ormai il tunnel c'era, la metro poteva solo rallentare. Ma per le auto il Comune fu categorico: di qui non si passa...

Sarà una banalità, sarà che gli esseri umani non è che cambino poi tanto col passare dei decenni, ma a rileggere le cronache dei tempi sembra non siano passati quarant'anni. Commercianti preoccupati in primis...

non si esclude del tutto il dubbio che il Comune abbia voluto approfittare di un campanello d'allarme per imporre quell'isola pedonale che non era riuscito a far digerire ai milanesi. Questo dubbio affiora nelle dichiarazioni di alcuni negozianti della zona, quelli che temono che la necessità di andare a parcheggiare l'automobile a un chilometro di distanza scoraggi una buona parte dei clienti

Temevano male, come possiamo agevolmente osservare facendo due passi in centro. Ma attenzione: che non è che ci fossero solo commercianti sul piede di guerra.

D'altra parte la maggioranza dei commercianti sembra ottimista sul futuro della propria attività in un'isola pedonale in cui la gente abbia maggiormente la possibilità di osservare le vetrine, oppure pensa che dal provvedimento non deriverà nessuna variazione nel ritmo degli affari.

Ottimismo anni sessanta? Forse: e infatti le cose funzionarono. Altro pezzo che vi segnalo per questa operazione nostalgia è firmato da Mario Fazio. Titolazione che non sente il peso degli anni "Milano: la fatica di respirare".

Però un fatto è certo: questa è l'aria più inquinata d'Italia. L'indice di 0,30-0,50 per l'anidride solforosa dice che Milano sta peggio di Londra (0,15). «Il problema può aggravarsi se non adottiamo su larga scala i rimedi offerti dalle nuove tecniche e soprattutto se non decongestioniamo la città», commenta il sindaco Aniasi. La capitale morale, la città che ha il più alto reddito d'Italia (oltre un milione di lire per abitante: la media nazionale non arriva a 600 mila), che raccoglie ben 4000 miliardi nelle sue banche, che attira un quinto degli investimenti italiani, ha anche il primato dell'inquinamento dell'aria come frutto del disordine in cui è avvenuto il suo sviluppo industriale e residenziale.

Niente, tutto qui.

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