Area C, le rilevazioni AMAT all'esterno della cerchia dei Bastioni

area c esperimento AMATLa prima settimana di sperimentazione di Area C si avvia alla conclusione - dopo avremo modo di tornarci sopra con un piccolo esperimento fatto con Storify - ma intanto arrivano altri dati dal Comune. Andando anche al di là degli ingressi - "dalle 7.30 alle 12, le telecamere hanno registrato circa 32.000 ingressi dei veicoli nella Ztl Cerchia dei Bastioni, rispetto ai 51.600 nella settimana fra il 9 e il 13 gennaio" - dove siamo sempre intorno al -38%, più o meno come negli altri giorni di questa settimana.

Sempre nello stesso comunicato di Palazzo Marino infatti si spiega nel dettaglio la rilevazione sul campo dei tecnici AMAT al di fuori della cerchia dei Bastioni. Già, perché quella è l'area critica, come segnalato in settimana. Invece? Invece a quanto pare non ci sono criticità di rilievo attribuibili all'Area C: certo, non è che l'area immediatamente al di fuori della cerchia dei Bastioni sia diventata il Great Salt Lake dello Utah. Ma era così anche prima.

I tecnici stamattina hanno fatto tre giri su un’auto elettrica all’esterno della Ztl Cerchia dei Bastioni, in senso orario e antiorario con partenza e arrivo in Porta Venezia, partendo alle 7.15 - e a città prevedibilmente sgombra - e impiegando 27 minuti a "circumnavigare" i circa 11 km dell'anello intorno alla cerchia. Intorno alle 8 - 8.30 altro giro e traffico in crescita, con punti critici per il traffico rilevati in

Ariosto-Conciliazione, Beatrice d’Este-Filippetti, l’ultimo tratto di viale Regina Margherita, l’ingresso in Porta Venezia e l’ingresso da viale Elvezia a Lega Lombarda.

con giro compiuto in 39 minuti. Terzo giro tra le 8.30 e le 9 un po' più lento, con qualcuna delle code sopra risolte, ma rallentamenti causati dai cantieri in Porta Nuova in piazza XXIV Maggio.

Le velocità medie nel drive time mattutino? Per il primo giro intorno alla cerchia 22 km/h, per il secondo 17,4 km/h, per il terzo, 15 km/h. Insomma: ancora un po', e si fa prima a piedi. Numeri comunque in linea con i dati di questo rapporto molto ben fatto, pubblicato dal Corriere della Sera nell'aprile scorso. Titolo adeguato, la mobilità immobile:

Se pensiamo alla bicicletta come a un mezzo di trasporto, qualsiasi ragionamento sulle due ruote non può che partire da un’analisi, anche veloce, della mobilità. Ossia dell’attuale immobilità della mobilità urbana. Il traffico è sempre più congestionato da un parco macchine che non ha pari in Europa, il trasporto pubblico è scarsamente attrattivo (gli abitanti dei capoluoghi, in media, fanno solo un viaggio e mezzo a settimana su autobus, tram e metropolitane), le isole pedonali sono praticamente immutate da un anno all’altro (0,35 mq per abitante), le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante dello scorso anno ai 2,08 attuali). E oramai nelle grandi città si passano (o meglio si buttano) due settimane all’anno in automobile a una velocità media che non supera mai i 25 chilometri orari.

Foto | Sicki, TMNews

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