Milano Ristorazione, nuova giunta vecchi problemi?



E' un vero e proprio braccio di ferro quello tra le mamme delle commissioni mensa - una delle categorie più agguerrite tra quelle che si occupano dei problemi della città - e il nuovo presidente di Milano Ristorazione Gabriella Iacono. Al centro dello scontro ci sono alcune dichiarazioni della Iacono che non sono proprio andate giù alle rappresentanti delle mamme. Nell'ultima commissione comunale, secondo quanto riportato da il Giornale, la presidente avrebbe fatto riferimento a una rivoluzione in arrivo per il pranzo dei piccoli milanesi.

Si legge sul Giornale:


    La presidente di Milano Ristorazione ha presentato numeri e criticità dell'azienda ieri in commissione a Palazzo Marino. Il fatturato nel 2011 si è aggirato intorno agli 83,4 milioni di euro, quasi 19 milioni il costo delle materie prime, più di 25 quello del personale. Dove scatta una rivoluzione: approvato il codice etico, l'azienda prima di assumere verificherà che il candidato non abbia parenti fino al secondo grado in Milano Ristorazione. Una contromisura dopo le accuse di «parentopoli», oggi negli uffici amministrativi ci sono troppi casi di padri e figli o sorelle addirittura nello stesso open space. «Tutto regolare - premette la presidente in carica da ottobre scorso - ma per le situazioni ereditate cercheremo almeno di separare i parenti dove è possibile». Anche nelle commissioni Mensa compaiano spesso gli stessi nomi: «Cambieremo sistema di elezione perchè partecipino più genitori al voto».

Pronta è arrivata la risposta delle mamme che, in una lettera al Sindaco e ai mezzi d'informazione, rimproverano alla Iacono quanto segue:


    - la situazione definita “parentopoli”, viene affrontata con spirito logistico organizzativo (vedi: divisione dei parenti in stanze diverse!), anziché con più ovvi strumenti legali che vadano alla verifiche delle eventuali irregolarità perpretate nel passato e ne diano conto (nonché magari, ne facciano rispondere i responsabili).
    - si permette di dire che nelle Commissioni Mensa (volontarie) compaiono spesso gli stessi nomi (chissà dove, compaiono), senza considerare che ognuno di noi (volontari), ha i propri figli “nutriti” dalla società minimo minimo per otto anni. E’ quindi normale che i “nomi” (dei volontari), ritornino; dopodiché si permette un affondo assolutamente al di fuori delle sue competenze, dichiarando “cambieremo il sistema delle elezioni”. Quali elezioni, e di cosa, sarebbero di competenza della società fornitrice del servizio di Ristorazione, in relazione alle Commissione Mensa?
    - sulla situazione della società, e sul suo futuro, la Rappresentanza che è stata in questo mesi oggetto di varie strumentalizzazioni, nonché di fatto impegnata in continui (inutili, viene il dubbio), confronti con le stesse persone da cui sono stati osteggiati per anni, rimane assolutamente sconcertata nel percepire dal tono di diverse dichiarazioni, delle intenzioni sul futuro di questa società che vanno oltre qualsiasi impegno o previsione preso dall’Amministrazione in fase elettorale e successiva.

Infine l'appello rivolto direttamente ai vertici della giunta:


    Preghiamo quindi la Vice Sindaco Guida, di chiarire al più presto quali siano le reali intenzioni dell’amministrazione rispetto alla società, per poter orientare il nostro lavoro volontario in una direzione che non sia completamente inutile e pretestuosa, e in virtù dello spirito di trasparenza e collaborazione che dovrebbe essere il fondamento di questa Amministrazione.

Sotto traccia, poi, c'è anche la questione dei menù che, stando a quanto si legge su il Giornale, dovrebbero cambiare nuovamente in una direzione diversa da quanto indicato in passato dalle commissioni. E' già finita la luna di miele tra le mamme e la giunta Pisapia? A quanto pare se non proprio di divorzio si parla, qualche crepa in un rapporto agli inizi solidissimo si comincia a intravedere.

Foto | RAVAGLI Infophoto

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