"Discriminate perché donne". A Milano crescono le richieste di aiuto



Donne oggetto di violenza, domestica e sul posto di lavoro. Mobbing, stalking, difficoltà economiche che complicano la vita sia dal punto di vista pratico che dal punto di vista morale. Sono sempre di più - purtroppo - i casi di donne che si rivolgono al Centro Donna della Cgil Milano per denunciare discriminazioni sul posto di lavoro (e non solo): nel 2011 sono state 902, il 30 per cento in più dell'anno precedente.

Aumentate del 10% in un anno le violenze economiche e psicologiche, tra cui il ricatto sui figli, mentre le donne che chiedono il patrocinio a spese dello Stato aumenta del 20%, soprattutto per straniere o famiglie miste. Per due terzi italiane, per il resto soprattutto peruviane, ucraine, ecuadoriane, filippine e cingalesi, le donne che si sono rivolte al Centro hanno chiesto assistenza sul diritto di famiglia nel 25% dei casi. Tra queste, il 36,6% voleva informazioni su separazioni e divorzi.

Un fenomeno sempre più rilevante e preoccupanti è quello che viene definito "violenza economica". Il 30 per cento di chi si sono rivolte allo sportello hanno denunciato situazioni economiche difficili che aggravano anche le situazioni familiari difficili. Ci sono poi i casi di discriminazione vera e propria sul posto di lavoro, che riguardano principalmente donne al rientro dalla maternità e donne in su con gli anni.

Foto | ©TMNews

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