Vivere a Milano è una opportunità o una condanna?

vivere a milano opportunità condannaCerto, le grandezze in gioco sono diverse - e ammetto di non avere ancora letto il libro e di buttare fuori solo riflessioni sparse - ma il volume di Salvatore Carrubba Il cuore in mano che invita Milano e i milanesi a smettere di autoflagellarsi, mi ha ricordato un po' il vecchissimo e ora semi abbandonato gruppo Facebook ideato da Maurizio Cadeo, ex assessore all'arredo urbano della giunta Moratti Basta massacrare Milano, ne avevamo parlato nel 2010 e il gruppo esiste ancora. Di tutto l'interminabile pezzo che dedica alla vicenda sulla terza pagina del Corriere della Sera di oggi per me si può distillare una frase.

Il soggetto sottinteso è Milano:

viverci deve essere una grande opportunità, non una condanna

e qui giro la domanda a voi, e parto io. Altro che condanna! Nascere qui è stata una enorme, straordinaria opportunità. Il termine condanna evoca penitenziari, una Milano un po' galera, un po' un'Isola del Diavolo di Papillon. E quindi noi cosa saremmo? Una serie di Henri Charrière metropolitani in perenne tentativo di evasione. Non credo sia così.

Non credo proprio sia così per la maggioranza dei milanesi: ci si lamenta molto, è vero, ma fa parte del gioco. Voi che dite: grande opportunità o condanna?

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