Fumare all'aperto: buoni e cattivi comportamenti


Cari tabagisti, è arrivato il momento di togliersi la maschera e ammettere "sì butto il mozzicone per terra". E non dite che voi siete le mosche bianche virtuose che spengono la sigaretta nell'apposito posacenere attiguo al cestino, perché non è possibile che le strade milanesi siano moquettate di cicche, se nessuno le butta per terra.

In certe città, come per esempio New York in alcune sue zone, sono passate regole rigidissime sul fumo all'aperto, una nuova tendenza osannata dagli antitabagisti e invece bollata come liberticida da chi ha ancora la passione per le "bionde". In Italia i fumatori sono quasi il 22% della popolazione e nell'ultimo decennio è aumentata la percentuale tra gli under 18.

Qualche anno fa, al tempo dell'entrata in vigore della legge antifumo nei locali pubblici, alcuni studi avevano riportato dati davvero allarmanti sulle concentrazioni di polveri sottili che si trovavano nei ristoranti in una serata di pienone. Ora quei tempi sono lontani e il problema "mozziconi per terra" è certamente meno stringente rispetto a quello del fumo passivo. Però i cestini andrebbero usati!

Dai, avanti confessate il vostro comportamento da cattivo fumatore: chi è senza peccato, scagli la prima cicca!

(nella foto la protesta bilingue di un albero della Bicocca)

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