A che punto è lo sfratto del circolo Combattenti e Reduci all'Arco della Pace?

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Chi è stato a mangiare, pranzo o cena, al circolo Combattenti e Reduci nel casello daziario a fianco dell'Arco della Pace avrà apprezzato l'anima intatta di un luogo che rappresenta una Milano sempre più complicata da scovare. Lo metterei a fianco dell'Arci Bellezza e della Bocciofila Caccialanza, per darvi un'idea. Un posto da preservare quindi? Certo che sì: un posto autentico, semplice, ruspante.

Problema: domani il circolo potrebbe non esserci più. Ha temporaneamente chiuso i battenti il 10 aprile scorso, sfratto. Il demanio vuole riprendersi in gestione il casello: secondo Armando Stella in quelle sale - dove vieni catapultato in un altrove piacevolmente umano rispetto al resto del corso - potrebbero finirci o la Fondazione Mike Bongiorno o qualcosa di collegato all'Hangar Bicocca.

Qualcuno dirà: ma in quei posti non è che ci siano poi molti reduci di guerre mondiali. Sarà anche vero: c'è anche un pezzo di Repubblica Milano sul sito del circolo a riguardo. Ma per certe questioni di cuore, perché quella del circolo Combattenti e Reduci è una questione di cuore, mi piace più leggere - e sottoscrivo ogni sillaba - quanto scritto da Gianni Barbacetto qualche tempo fa, nell'ottobre scorso:

A Milano, uno dei piccoli luoghi che andrebbero preservati (ce ne sono tanti, come sanno soltanto i pochi che vogliono davvero bene a questa strana città) è il circolo “Combattenti e reduci” ospitato nel casello del dazio al lato sinistro dell’Arco della pace. L’associazione nazionale Combattenti e reduci (Ancr) è stata fondata con regio decreto nel 1923 (...) Il circolo dell’Arco della Pace (curioso questo cortocircuito tra guerra e pace) è un luogo dove i pensionati vanno a giocare a carte, il pomeriggio; ma è anche una trattoria, cucina davvero casalinga e prezzi davvero modici, nel centro di Milano. È un assoluto anacronismo estetico e commerciale, a un passo dai nuovi locali fighetti di corso Sempione

La famiglia che gestisce il circolo ha presentato ricorso al Consiglio di Stato: la sentenza era prevista per il 24 aprile, dovrebbe arrivare a giorni. Per sapere gli sviluppi tenete d'occhio la pagina Facebook e il sito del Circolo, appena si saprà qualcosa faremo un update al post.

Update - Purtroppo non ci sono buone notizie. Scrive il Circolo su Facebook:

ciao a tutti il Consiglio di stato ha dato ragione al Demanio, quindi non potremmo mai più tornare a lavorare nella mitica trattoria, dove i nostri figli sono cresciuti dove la nostra clientela li ha visti crescere, dove i nostri sogni sono iniziati e li finiti . . . abbiamo combattuto con tutte le nostre forze, ma le forze non bastano perchè non siamo abbastanza potenti intendo di sodi da poter fare una controproposta con le palle . . . pensavo bastasse il buon senso e una mano sulla coscienza ma si vede che non ne hanno basti guardare che fine ha fatto l'altro Dazio. . . non torneremo più a fare le nostre mitiche cotolette con patate saltate, i nostri tiramisù, le torte, insomma la genuinità non è gradita nella Milano per bene li vince il fighettismo e la monotonia . . . Vi scrivo e piango 20 di lavoro che ci hanno permesso di conoscere gente sincera che ci è stata vicino . . . . GRAZIE a nome della Famiglia Pignataro

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