A Chiaravalle in bicicletta, per una domenica pomeriggio di brividi e cultura

chiaravalleSe domenica pomeriggio non sapete cosa fare, anche se non c'è ancora una pista ciclabile sicura, che conduca dal centro della città fino a destinazione, è possibile intraprendere la temeraria impresa di recarsi in bicicletta all'Abbazia di Chiaravalle, un gioiello di architettura medievale spesso assurdamente sottovalutato dai cittadini milanesi.

I momenti salienti della gita sono due: la pedalata in via San Dionigi e la visita guidata dell'Abbazia. Sono due esperienze che tra loro non hanno granché in comune, ma afferiscono entrambe alla sfera emotiva più profonda dell'animo umano. L'una per il terrore, l'altra per lo stupore, misto a divertimento, che vi genereranno.

Cominciamo dal tragitto in bici: fino a piazza Gabriele Rosa la strada è piuttosto tranquilla, coperta da piste ciclabili almeno da piazzale Lodi. I guai cominciano lì. Dopo aver percorso il primo tratto di via San Dionigi pensando di addentrarsi nella campagna lombarda, ci si trova improvvisamente in un'autostrada per l'inferno in cui vige la legge del più forte, che di solito è un camion. Il tratto pericoloso non è molto lungo, 1 km circa, ma l'asfalto è messo male, la segnaletica orizzontale è quasi inesistente e la velocità delle automobili che ti sfrecciano di fianco è molto oltre i limiti consentiti. Si rischia di finire nel fosso sul lato destro, regno incontrastato di roditori poco raccomandabili. Quando finalmente si arriva all'incrocio con via Sant'Arialdo, girando a destra per l'Abbazia, si può tirare un lungo sospiro di sollievo. Il viaggio di ritorno, vuoi perché l'asfalto è migliore, vuoi perché si è già temprati dall'esperienza dell'andata, sarà più sopportabile.

Scampato il pericolo ci si può tuffare nella visita di un luogo che, se fossimo in un altro Paese, meno ricco di bellezze architettoniche, sarebbe probabilmente più valorizzato e attirerebbe molti più visitatori. Il modo migliore per scoprire i segreti dell'Abbazia di Chiaravalle è la visita guidata delle ore 16, completamente gratuita. E' tenuta da una guida unica, bizzarra, onnisciente, un canuto istrione che svela i segreti di quel complesso quasi millenario in stile strehleriano. I visitatori sono coinvolti e messi bonariamente in imbarazzo, ma escono da quell'ora scarsa di osservazione con un grande bagaglio di nozioni, che potranno anche rivendersi per fare bella figura con amici e parenti.

Se qualcuno si è già sottoposto al rito di iniziazione della gita a Chiaravalle in bici potrà confermare o confutare le mie tesi... sempre che abbia superato indenne la traversata a pedali di via San Dionigi!

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