Cos'è lo spazio ex-Ansaldo?


Ieri lo sgombero di Macao ha spezzato l'entusiasmo di molti giovani milanesi, ma l'intervento del sindaco, arrivato in via Galvani verso le 18,30 ha ridato un po' di speranze. Pisapia è stato molto equilibrato, è stato inflessibile per quel che concerne il rispetto della legalità (e non poteva essere altrimenti, un sindaco non può contraddire la legge), ma è stato apertamente solidale con il movimento eterogeneo dei fondatori di Macao, convenendo con loro sulla necessità di offrire spazi per la sperimentazione e la creatività, soprattutto in una città come la nostra, piena zeppa di edifici sfitti e abbandonati, sia pubblici che privati.

Il sindaco ha proposto agli ex occupanti di Macao (le cui attività non si fermano), ma anche a tutti gli altri soggetti "affini", di trasferirsi nell'area ex-Ansaldo di via Tortona. Di che posto si tratta? L'Ansaldo costruiva locomotive ai tempi del boom economico, ma la struttura risale all'inizio del '900. E' perciò un vero esempio di archeologia industriale, che il Comune ha rilevato negli anni '90, proprio per destinarlo ad attività culturali. Dei circa 70 mila metri quadrati complessivi, nel 2001 ne furono assegnati 20 mila ai laboratori della Scala, dove da allora sono allestite scenografie, cuciti abiti e provati gorgheggi.

L'area vive la sua maggiore attività durante il Salone del Mobile e nelle settimane della moda, quando è teatro di esposizioni e sfilate. Di spazio ce n'è per tutti, anche per i "macachi" che della Torre Galfa stavano usando in effetti solo due piani. Questa volta la proposta del sindaco non sembra la solita vacua promessa pronunciata in politichese e, mai come questa volta, l'attenzione dell'amministrazione comunale alle richieste che arrivano dal basso è parsa così premurosa.

L'esperienza però ci impone di essere prudenti: solo quando l'area ex-Ansaldo pullulerà di menti creative potremo esprimere soddisfazione genuina.

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